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Dibattiti e Osservazioni sul Consiglio Comunale di Calimera del 11.02.2007


Nel dibattito, oltre a ripercorrere la storia delle attività dell'Ecolio e delle vicende ad esso connesse, l'attenzione viene incentrata sul punto 5 della Delibera da votare nel Consiglio, in cui è scritto che si delibera "di richiedere agli organi preposti l'avviamento di un concreto e immediato processo di dismissione totale dell'impianto Ecolio, qualora dovessero emergere delle anomalie in merito al trattamento di sostanze tossiche e nocive ed al conseguente esito della valutazione di impatto ambientale già avviata dalla Regione Puglia a cui andrà ad aggiungersi una ulteriore valutazione specifica da avviare dal nostro Comune, che se ne renderà promotore insieme ai Comuni limitrofi o comunque interessati". I consiglieri Palano ed Aprile infatti propongono di modificare il testo del punto 5 di modo che il Consiglio deliberi "di invitare gli organi preposti a revocare ad Ecolio srl le autorizzazioni concesse a suo tempo per il trattamento dei rifiuti tossici, nocivi, speciali e pericolosi di natura industriale, prevedendo lo smantellamento degli impianti relativi al loro trattamento e la bonifica in situ del suolo e del sottosuolo. A consentire unicamente il trattamento e lo smaltimento delle acque di vegetazione rivenienti dalla lavorazione delle olive; a consentire trattamento e smaltimento dei liquami rivenienti dagli scarichi civili fino all'entrata in funzione a regime delle reti fognanti e dei depuratori dei bacini di Calimera, Melendugno e Vernole". I cosiglieri Aprile e Palano, a giustificazione della loro proposta, evidenziano che i trattamenti delle acque di vegetazione e dei liquami civili sono processi probabilmente destinati ad esaurirsi (in quanto si preferisce smaltire le acque di vegetazione in modo diffuso sul territorio, onde evitare la presenza di alti tassi di nocività, e perchè i liquami civili tenderanno ad esser trattati sempre più nelle reti fognarie e nei depuratori) mentre all'Ecolio si rischierebbe sempre più di autorizzare il trattamento di rifiuti speciali pericolosi provenienti da chissà dove. La richiesta di dismissioni totali dell'impianto, solo se vengano evidenziate delle anomalie sul trattamento delle sostanze tossiche e nocive e dagli esiti della VIA, risulta avere un contenuto senz'altro forte riguardo alle misure da intraprendere nei confronti di tutte le sezioni dell'impianto. Tuttavia tale richiesta, da un lato, potrebbe considerarsi scontata, siccome al verificarsi di alcune anomalie le autorità competenti sarebbero comunque tenute ad adottare le opportune misure del caso, d'altra parte, non esprimerebbe alcun indirizzo politico del comune in grado di rispondere alle preoccupazioni delle popolazioni locali, poichè non prende una chiara posizione in merito allo smaltimento di rifiuti tossici e nocivi, nè si opporrebbe all'arrivo di simili rifiuti da località molto lontane.
Difficile qui dire quale formulazione del punto 5 è da ritenersi più appropriata per chiarire la posizione del Comune di Calimera dinanzi ai rischi che le attività dell'Ecolio possano produrre sulla salute dei cittadini e sulla salvaguardia dell'ambiente.
Nè si può affermare che dal Consiglio Comunale di Calimera sia emersa una posizione forte e chiara quanto quella assunta dal Consiglio di Melendugno con la delibera C. C. n. 52 del 2005, così come modificata dalla delibera C. C. n. 55 del 2006, laddove viene richiesto "agli organi preposti l'avviamento di un concreto e graduale processo di dismissione e risanamento dell'impianto, prevedendo nel contempo un ragionevole periodo transitorio".
Certamente è qui da sottolineare e valutare in modo positivo come per la prima volta la "questione" Ecolio abbia fatto il suo ingresso anche presso gli organi istituzionali di Calimera. Con votazione unanime, infatti, si è giunti ad una delibera di consiglio, in cui alcune disposizioni sono meritevoli di menzione in quanto offrono determinati indirizzi che il Comune di Calimera dovrebbe seguire.
Al di là del disposto del punto 5, rimasto invariato (mentre è stata rigettata la proposta dei Consiglieri Aprile e Palano), il Consiglio di Calimera ha infatti deliberato
- "di invitare la Provincia di Lecce ad intervenire con una campagna di controlli e indagini sullo stato ambientale dell'aria,dei terreni e delle falde acquifere dell'area territoriale, riferibile agli agri di Melendugno, Calimera, Vernole, Martano, Carpignano Salentino, Castrì di Lecce nella quale insiste l'impianto Ecolio" (punto 2);
- "di fare voti affinchè la Provincia di Lecce, l'AUSL Salento, il NOE dei Carabinieri e gli altri Enti responsabili della salute intensifichino i dovuti, periodici e costanti controlli sul corretto funzionamento dell'impianto se e in quanto operante" (punto 3);
- "di richiedere all'AUSL il monitoraggio dell'incidenza degli inquinanti ambientali presenti nella zona sulle gravi patologie per l'uomo, al fine di garantire la massima tutela del diritto alla salute di tutti i cittadini residenti" (punto 4).