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Brevi osservazioni sulla VIA


L'esito positivo della Valutazione di Impatto Ambientale potrebbe essere visto da molti come quel timbro prima mancante alla ditta Ecolio per poter smaltire ogni tipologia di rifiuti e in grado di mettere a tacere la voce di quei soggetti della società civile locale preoccupati di un eventuale deperimento ambientale.
Sebbene la VIA presenti alcune prescrizioni interessanti (obbligo di scarico dei reflui nelle condotte fognarie, installazione di adsorbitore a carboni attivi ecc...), è opportuno avanzare alcune brevi osservazioni su quei punti del documento che sembrano dubbi.
Per la formazione della VIA, oltre allo Studio di Impatto Ambientale commissionato dalla stessa ditta Ecolio e alle successive controdeduzioni, sono state inviate agli uffici competenti numerose osservazioni e dossier da parte di associazioni ed enti locali. Si ricordino le osservazioni del comune di Melendugno, le osservazioni del Circolo Culturale di Melendugno, i dossier di Italia Nostra, Legambiente e WWF e il dossier dell'associazione SETE di Calimera. Tuttavia, dal testo della VIA, emergono riferimenti esclusivi allo Studio di Impatto Ambientale, senza che vengano date opportune risposte ai dubbi sollevati dagli altri soggetti coinvolti nella questione. Diverrebbe quindi meritevole d'attenzione capire quanto, delle osservazioni delle associazioni, non sia stato reputato utile ai fini di una valutazione il più esaustiva possibile, e quanto, delle stesse osservazioni, sia stato "inconsapevolmente" tralasciato.


Qualità dell'aria
In merito alla valutazione ambientale sulla qualità dell'aria, la VIA afferma che non vi sono dati disponibili ed utili per poter trarre opportune conclusioni. Tuttavia, rifacendosi ai contenuti del SIA, viene anche affermato che "in questi anni non sono stati riscontrati effetti sugli animali domestici di stabile presenza nel territorio, danni ai vegetali ed ai materiali, smog fotochimico e riduzione della visibilità imputabile a particolato ed aerosol, mal sopportazione - disgusto - nausea e perdita di appetito a causa di emissioni odorigene".

A ciò va però aggiunto che in passato, prima del sequestro della parte termica, ci sono state diverse testimonianze in contraddizione con quanto sostenuto dal SIA. In più occasioni diversi cittadini e alcuni lavoratori operativi nei dintorni dell'impianto hanno rilevato odori e rumori così sgradevoli e forti tanto da dover cessare le proprie attività. Nè si può dimenticare quanto percepito dalla popolazione melendugnese in più occasioni, nelle ore serali. Basti qui ricordare quanto avvenuto nella sera del 17 giugno 2003: "a partire dalle ore 21.00 circa e fino alle 24.00, fumi maleodoranti, acri e penetranti interessano la parte ovest del comune di Melendugno, costringendo gli abitanti a riversarsi lungo le strade alla ricerca della provenienza dell'importante esalazione". In quell'occasione "allertati 112 e VV. UU. di Melendugno, in base alle ricognizioni effettuate, si appura che i fumi provengono dall'impianto di depurazione Ecolio srl, sito in località Masseria Zappi".
O ancora si ricordi il 28 giugno 2003, in quanto "dalle 21.30 circa fino alle ore 4.00, per l'ennesima volta, fumi maleodoranti, acri e penetranti interessano gran parte del territorio del Comune di Melendugno infestandone le abitazioni e costringendo gli abitanti a riversarsi lungo le strade alla ricerca dell'insopportabile esalazione". "Come gia in passato dall'intervento dei Carabinieri e dei Vigili Urbani si presume che i fumi provengano dall'impianto di depurazione Ecolio srl, sito in località Masseria Zappi".
Sebbene quindi non esistano dati certi su eventuali alterazioni della qualità dell'aria a causa delle emissioni in atmosfera di fumi da parte dell'Ecolio, potrebbe risultare difficile, in presenza di più testimonianze, concludere che: "la verifica dello stato dei luoghi e le informazioni ricevute in sito consentono di escludere apprezzabili alterazioni della qualità dell'aria". La presenza di testimonianze sui disagi percepiti da parte della popolazione melendugnese (ad est dell'impianto) induce a considerare come meno importante il fatto che i venti predominanti si spostino lungo la direttrice Nord-Sud. Dinanzi a casi di disagio, infatti, le affermazioni contenute nel SIA riguardo la direttrice dei venti non rappresenterebbero delle valide motivazioni per considerare come basso l'impatto ambientale dell'impianto sull'aria inalata dalle popolazioni dei paesi vicini.


Ecolio ed uliveti
Per quanto riguarda la localizzazione dell'impianto, nel documento di VIA si afferma che l'Ecolio operi in una zona fortemente antropizzata, ove è consistente la presenza di uliveti. Il fatto che nell'impianto vengano trattate acque reflue di vegetazione sarebbe quindi da intendersi come un buon servizio per le attività in tali uliveti. Per tal motivo l'impatto sulle zone vicine risulterebbe essere positivo.
Tuttavia è qui opportuno rilevare come la stessa VIA potrebbe risultare lacunosa in merito allo studio dell'impatto ambientale sulle colture di zona. Ci sarebbe da chiedersi innanzitutto se attorno all'impianto sia necessario stabilire adeguate zone di rispetto. Nel SIA, come poi ripreso nella VIA, non vi sono adeguati riferimenti ad un eventuale impatto sulla qualità della vegetazione prossima all'impianto. Sarebbe infatti  interessante sapere se le attività dell'Ecolio abbiano provocato un impatto negativo sulle coltivazioni vicine, peggiorando ad esempio la qualità delle olive o dell'olio prodotto dagli uliveti più prossimi. Potrebbe essere interessante effettuare delle analisi sulla vegetazione e i prodotti degli uliveti della zona, ponendo magari particolare attenzione alle coltivazioni a Nord e a Sud dell'impianto (secondo la direttrice dei venti) dove gli impatti potrebbero essere stati più evidenti.

Analisi citate e analisi e fatti assenti
Nella VIA sono citate solo alcune analisi di falda condotte dagli estensori del SIA ed effettuate nei due pozzi spia presso l'impianto e dal pozzo artesiano di emungimento interno. Risulta che "tutti i risultati di analisi ottenuti sui predetti campioni di acqua di falda esprimono valori di concentrazione di rispetto, per ciascuna sostanza analizzata, del corrispondente valore limite indicato alla Tabella acque sotterranee dell'ex D. M. 471/99".
Con riferimento agli scarichi della sezione biologica nella rete di fognatura pubblica, viene riconosciuto che negli ultimi anni vi sia stato solo una volta il superamento dei parametri riguardanti la presenza di E. Coli.
Non viene fatta menzione però a quanto rilevato in alcune occasioni passate. Ad esempio, il 1 marzo del 2000, "l'ASL LE/1 - Presidio Multizonale di Prevenzione - emette una nota destinata al Comune di Melendugno. Nella nota si comunica “che i parametri relativi al clorobenzene ed ai composti organici aromatici, relativamente al distillato in uscita dall’impianto di concentrazione dei rifiuti liquidi” sito in località Masseria Zappi, “non sono conformi alle prescrizioni di legge”. In particolare, oltre ad essere contestata la presenza di clorobenzene, che per legge deve risultare assente, i dati attestano il superamento del limite di 0,01 mg/l imposto ai composti organici aromatici, misurati dalla stessa azienda in 2,71 mg/l.(Comune di Melendugno, Ordinanza del 14.3.2000)" (vedi dossier Ecolio, a cura di Ass. SETE).
Oppure ancora, non sembrano esser stati presi in considerazione i seguenti fatti:
- Il 24 febbraio 1998, alle ore 16.30 due agenti della Polizia Municipale di Melendugno “effettuano un sopralluogo in contrada “Li Cutali”, a ridosso dell’impianto Ecolio. Gli agenti riscontrano numerose pozze di liquami che vanno formandosi man mano che le pompe riversano gli stessi attraverso tubi di scarico a cielo aperto, come documentato nelle foto allegate al verbale, e ravvisano un cattivo odore che impregna tutta la campagna per un ampio raggio” provocando nocumento per le persone presenti. (Comando di polizia Municipale di Melendugno prot. n°332 del 3.3.1998);

- Il 4 febbraio del 2003, il Corpo Forestale dello Stato - Comando Stazione Forestale di Lecce - invia una lettera al Comune di Melendugno (prot. n°1865 del 10.2.2003) con la quale comunica che “a seguito di un controllo effettuato presso l’impianto della ditta Ecolio S.r.l. sito in località Masseria Zappi, si contestava lo scarico di acque reflue derivanti da ciclo di depurazione dei liquami all’interno di un fondo olivetano adiacente l’impianto; gli agenti quindi accertavano che i reflui provenienti da due tubi di scarico attivi avevano generato un lagunaggio esteso circa mq 8.400”;
(vedi dossier Ecolio, a cura di  Ass. SETE)

Zone a rilevanza storica-culturale-archeologica
Prendendo per valido quanto riportato nel SIA, anche la VIA si basa sui contenuti delle Tavole di compatibilità con il PUTT. Risulta così che la localizzazione dell'impianto è da ritenersi lontana da siti con particolare rilevanza storica, paesaggistica, culturale e archeologica. Si afferma inoltre che "l'area in esame non presenta testimonianze di frequentazione antropica in tempi antichi, non ha avuto particolare importanza per usi insediativi (temporanei o stabili) e, nel complesso, dal punto di vista storico culturale non presenta particolari elementi di pregio".
E' da precisare però che tra il comune di Melendugno e il comune di Calimera, nei pressi dell'impianto Ecolio sono presenti due opere a grande rilevanza storica ed archeologica: il dolmen Placa e il dolmen Gurgulante. Da ricordare anche la vicinanza con la masseria San Biagio e con alcuni boschi sulla via Calimera-Borgagne e la via Calimera-Melendugno.

Distanza dai centri abitati
Nel SIA e nella VIA si afferma che l'impianto è ubicato a circa 2,5 km dalle zone abitate dei comuni più vicini. Potrebbe essere considerata una distanza tale da non suscitare forti preoccupazioni per le popolazioni locali. Tuttavia è meglio esser maggiormente precisi: l'impianto Ecolio dista circa 1,7 km dall'abitato del Comune di Calimera, circa 2,2 km dall'abitato del Comune di Melendugno e solo per l'abitato del Comune di Vernole circa 2,5 km.

Prescrizioni della VIA
Per quanto riguarda le prescrizioni della VIA, meritevole di nota sono alcuni degli obblighi per l'Ecolio: l'installazione di un adsorbitore a carboni attivi tra sezione biologica e collettore di scarico generale risulta essere una misura di filtraggio in più per ridurre il rischio di un impatto ambientale negativo; l'obbligo di scaricare le acque reflue depurate nella rete fognaria pubblica, poi, (senza quindi più prevedere l'utilizzo dei pozzi drenanti) da un lato potrebbe ridurre il rischio di inquinamento della falda sottostante, d'altro canto richiederebbe maggiori controlli sugli impatti dell'Ecolio non solo nei pressi dell'impianto, bensì anche a valle della rete fognaria (presso i depuratori delle marine di Melendugno).
Sebbene la VIA ha un esito positivo anche per quanto riguarda la miscelazione di più tipologie di rifiuti (pericolosi e non), è anche da notare che vengono poste precise condizioni per simili operazioni. La possibilità di miscelare alcune tipologie di rifiuti rende obbligatorio presentare specifiche relazioni tecniche alle autorità autorizzanti competenti. La miscelazione è consentita solo se si escluda qualsiasi possibilità di reazione tra rifiuti e se allo stesso tempo si migliori la gestibilità dei rifiuti, dei condensati e dei concentrati. Pertanto c'è da porre particolare attenzione a simili procedimenti, in particolare cercando di ottenere garanzie di massima trasparenza nei vari iter autorizzativi.
Definire il punto zero sulla base dei risultati delle analisi riportate nel SIA, potrebbe essere non del tutto condivisibile, in quanto sarebbero state necessarie indagini più approfondite (magari tenendo conto di testimonianze, segnalazioni e altro tipo di analisi). D'altra parte è da considerare un passo positivo la prescrizione sulla realizzazione di altri pozzi spia per il monitoraggio. Si rileva infine che ancora il punto zero, per quanto riguarda l'aspetto "aria" manchi. Per la sua definizione (e il successivo monitoraggio) vengono incaricati, oltre all'Autorità Autorizzante, l'Organo Tecnico preposto al controllo e l'ASL - Dipartimento Igiene Sanità Pubblica. Si rende necessario quindi attendere tale definizione e porre successivamente attenzione alle varie modalità di monitoraggio.