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Dossier Ecolio Storia Ufficiale


2004

In data 22 gennaio 2004 la Ditta, presenta istanza di riesame dell’elenco dei rifiuti ricavato dall’operazione di transcodifica inserito nella determinazione 381/2002. Contestualmente sollecita un riscontro alla richiesta di ampliamento delle tipologie di rifiuti trattabili.
(Determinazione n°605 dell’ 11.2.2004)

Con Atto di  Determinazione n°605 dell’12 febbraio 2004, a firma del dirigente Avv. Gilberto Selleri,  il Servizio Ambiente della Provincia di Lecce, in seguito al recepimento della normativa vigente, modifica l’elenco di tipologie di rifiuti trattabili nell’impianto di Melendugno.
In particolare, rispondendo anche alle istanze della ditta Ecolio del 20 giugno 2003 e del 22 gennaio 2004, si autorizza in trattamento di nuove tipologie di rifiuti liquidi non pericolosi “senza ulteriori valutazioni poiché l’impianto è stato ulteriormente potenziato con l’istallazione di  dispositivi filtranti a base di silice inerte e carbone attivo” (con riferimento alla det.n° 561 del 2 febbraio 2001). Pertanto si inseriscono e integrano nella det. n°381 del 2002 le seguenti tipologie di rifiuti liquidi:

010599, 020299, 020599, 020699, 030199, 040104, 040105, 040107, 040199, 050799, 060399, 060899, 061099, 070199, 070217, 070299, 070399, 070599, 070699, 080120, 080199, 080308, 110112, 110599, 160799, 190199, 190502, 190899, 190906.

Si confermano i termini temporali dell’autorizzazione, che resta valida fino al 14 gennaio 2005.
(Determinazione n°605 dell’ 11.2.2004)

Il 7 maggio 2004 il Comune di Melendugno emette una nota (prot. 6099), destinata all’Acquedotto Pugliese,  nella quale si chiede di “effettuare sulla rete idrica più frequenti controlli finalizzati alla verifica della costante conformità dell’acqua ai requisiti di legge”.
A seguito della comunicazione l’AQP “fornisce notizie verbali circa il fatto che depressioni che si verificano sulla rete a causa di interventi di riparazione e/o manutenzione della rete medesima possono causare immissioni dall’esterno con possibilità di alterazione della qualità dell’acqua”.

(Comunicazione ad oggetto:” potabilità dell’acqua, inconvenienti igienici” emessa in data 12.5.2004)

Il 12 maggio 2004 il Sindaco di Melendugno, Ing. Giordano Carrozzo, invia una nota destinata a:
AUSL LE1 - Dipartimento di Prevenzione di Lecce, all’attenzione del Dott. Fedele; ARPA di Lecce, all’attenzione del Dott. Martina; AQP compartimento di Lecce all’attenzione dell’Ing. Tarquinio; e, per conoscenza, al Commissario Delegato Emergenza Ambientale, Raffaele Fitto.
Nella nota si fa riferimento a “ripetute segnalazioni di decadimento del processo depurativo (segnalazioni  effettuate dalla Fimco S.p.a. che gestisce il depuratore consortile di Melendugno)” per le quali si “ritiene indispensabile effettuare approfondite ed estese indagini, anche in prossimità degli impianti di depurazione vicini all’abitato di Melendugno (Depuratore Consortile ed Ecolio), onde verificare la qualità dell’acqua che corre nella rete idrica, l’integrità della stessa ed eventuali punti di commistione”.
Inoltre il Sindaco Carrozzo chiede che “ad approfondite indagini vengano sottoposti anche i pozzi d’acqua situati nell’intorno dei sopra citati impianti, al fine di verificare la presenza di eventuale inquinamento della falda superficiale e freatica”.

(Comunicazione ad oggetto:” potabilità dell’acqua, inconvenienti igienici” emessa in data 12.5.2004)

Il 2 settembre la ditta Ecolio S.r.l. (prot. N°40632), chiede il rinnovo dell’autorizzazione all’esercizio per l’impianto di Melendugno.
(Atto di Determinazione n°78 del 14.1.2005)

Il 16 dicembre, sulle pagine de “La Gazzetta del Mezzogiorno di Lecce” appare un articolo che ha per oggetto lo smaltimento di “rifiuti illeciti all’Ecolio” e nel quale si parla dell’inchiesta condotta dalla procura di Lecce a partire da alcuni esposti di cittadini ed un dossier di Italianostra che parla di rifiuti non autorizzati.
“I carabinieri del NOE, il nucleo operativo ecologico, hanno notificato alla ditta Ecolio S.r.l. un provvedimento di sequestro preventivo. Il sequestro riguarda solo l'impianto per il trattamento di   rifiuti speciali e di quelli speciali pericolosi. Resta fuori dal provvedimento, la parte del complesso destinata al trattamento dei reflui civili”. Il sospetto degli investigatori è che nell'impianto sarebbero stati trattati rifiuti liquidi industriali incompatibili con l'autorizzazione. Sulla scorta della denuncia il sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone (dopo un sopralluogo) ha affidato ad un perito, il chimico Mauro Sanna, direttore dell'Arpa del Lazio, l'incarico di effettuare una perizia. Nel frattempo anche i carabinieri del Noe hanno avviato le indagini. E, a quel che se ne sa, sarebbero state accertate una miscelazione ed una trattazione di rifiuti pericolosi non previsti dall'autorizzazione. La difesa, affidata all'avvocato Francesca Conte, è pronta a dimostrare che si tratta di un grosso equivoco”.

(Comunicazione tratta dal sito
http://reaspa.it/rassegna/rassegna.cfm?ID=548&testata=gazzetta, datata 16.12.2004  dal titolo “Rifiuti illeciti all’Ecolio?”)



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