2003
Il
17/01/2003 la
ditta Ecolio s.r.l. richiede l’autorizzazione allo scarico sul suolo su
terreni
di sua proprietà adiacenti all’impianto. Tale richiesta è
motivata dal
“riscontro di una riduzione della capacità della trincea
drenante fino alla
completa saturazione, a causa delle violente e prolungate
precipitazioni”.
La
Provincia
in data 24 gennaio dà l’assenso allo scarico sui suoli
indicati.
(S.I.A.
depositato il 14 settembre 2005)
Con
Determinazione n° 744 del 12/02/2003 il
Servizio Ambiente della Provincia di Lecce autorizza per quattro anni
la ditta
Ecolio s.r.l. a scaricare sul suolo, sui terreni indicati, e negli
strati
superficiali del sottosuolo mediante trincea drenante e pozzi anidri,
le acque
reflue industriali provenienti dall’impianto di trattamento dei rifiuti
liquidi.
(S.I.A.
depositato il 14 settembre 2005)
Il
4 febbraio del 2003, il Corpo Forestale
dello Stato - Comando Stazione Forestale di Lecce - invia una lettera
al Comune
di Melendugno (prot. n°1865 del 10.2.2003) con la quale comunica
che “a seguito
di un controllo effettuato presso l’impianto della ditta Ecolio S.r.l.
sito in
località Masseria Zappi, si contestava lo scarico di acque
reflue derivanti da
ciclo di depurazione dei liquami all’interno di un fondo olivetano
adiacente
l’impianto; gli agenti quindi accertavano che i reflui provenienti da
due tubi
di scarico attivi avevano generato un lagunaggio esteso circa mq 8.400”. “Dall’analisi effettuata presso il P.M.P.
dell’ASL LE/1, era emerso che i valori dei reflui superavano i limiti
di legge,
e pertanto erano da ritenersi inquinanti”.
(Comune
di Melendugno, Ordinanza del
14.3.2000)
Il
4 marzo, il Sindaco Ing. Giordano
Carrozzo, con riferimento alla missiva del Corpo Forestale dello Stato,
emette
nei confronti della ditta ECOLIO S.r.l., una diffida a provvedere “a
proprie
spese agli interventi di messa in sicurezza, di bonifica e di
ripristino
ambientale delle aree inquinate e degli impianti dai quali deriva il
pericolo
di inquinamento”.
(Comune di Melendugno, Diffida del 14.3.2000)
L’11
aprile 2003 L’Acquedotto
Pugliese autorizza in via provvisoria la ditta Ecolio S.r.l. “a
scaricare nella
pubblica fognatura nera i reflui produttivi provenienti dal proprio
insediamento”.
(Autorizzazione
definitiva allo scarico nella pubblica
fognatura nera emessa dall’AQP in data 11.4.2005)
La
sera del 17 giugno 2003, “a partire dalle
ore 21.00 circa e fino alle 24.00, fumi maleodoranti, acri e penetranti interessano la parte ovest del comune di
Melendugno, costringendo gli abitanti a riversarsi lungo le strade alla
ricerca
della provenienza dell’insopportabile esalazione”. “allertati 112 e VV.
UU. Di
Melendugno, in base alle ricognizioni effettuate, si appura che i fumi
provengono dall’impianto di depurazione “Ecolio S.r.l., sito in
località
Masseria Zappi.
La mattina del giorno seguente, il 18
giugno, il sindaco di Melendugno Ing. Giordano Carrozzo, con un fax
urgente,
richiede al responsabile dell’Ufficio d’Igiene della AUSL LE/1 di
Martano di
effettuare con urgenza un sopralluogo presso l’impianto di depurazione
della
società Ecolio S.r.l. di Melendugno.
(Richiesta di sopralluogo urgente c/o
impianto “Ecolio s.r.l.” emessa in data
18.6.2003)
Il
20 giugno 2003 la ditta Ecolio
S.r.l. presenta all’ufficio ambiente della Provincia un’istanza (prot.
n°34483
dell’1 luglio 2003) con la quale chiede l’autorizzazione a trattare
ulteriori
tipologie di rifiuti liquidi compatibili con la tecnologia
dell’impianto, e
allega un elenco di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi
unitamente
alle certificazioni analitiche.
(Determinazione
n°605
dell’ 11.2.2004)
Il
28 giugno, “dalle 21.30 circa fino alle ore 4.00, per
l’ennesima volta, fumi maleodoranti, acri e penetranti interessano gran
parte
del territorio del Comune di Melendugno infestandone le abitazioni e
costringendo gli abitanti a riversarsi lungo le strade alla ricerca
dell’insopportabile esalazione”. “Come già in passato
dall’intervento dei
Carabinieri e dei Vigili Urbani si presume che i fumi provengano dall’
impianto
di depurazione Ecolio S.r.l., sito in località Masseria Zappi”.
La
mattina del giorno seguente, il 29
giugno, il Sindaco Carrozzo, segnala l’accaduto al N.O.E. Carabinieri di Bari e alla AUSL LE/1 di Martano
richiedendo un sopralluogo urgente presso
l’impianto
“al fine di tutelare la salute pubblica e impedire definitivamente il
ripetersi
di quanto più volte denunciato,
predisponendo idonei esami dell’aria, soprattutto in periodo
serale e
notturno, e dei macchinari (caldaia) che presumibilmente sono alla base
del
problema”.
(Richiesta
di sopralluogo urgente c/o
impianto “Ecolio s.r.l.” emessa in data 29.8.2003)