Benvenuto su Calimera community online
kaḷs ́rtate, Incognito Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
Nickname
Password

· Registrati
· Password persa

menu-arrow.GIF Home

menu-arrow.GIF ArticoliShow/Hide content
petitrond.gif Tutti gli Articoli
petitrond.gif Argomenti
petitrond.gif Archivio Articoli
petitrond.gif Aggiungi Articolo

menu-arrow.GIF Sezioni e DossierShow/Hide content
petitrond.gif Biomasse Legnose
petitrond.gif Comitato Verità Ecolio
petitrond.gif Target Ecolio

menu-arrow.GIF Stampa CalimereseShow/Hide content
petitrond.gif Il Compagno Brizio
petitrond.gif Il Grido
petitrond.gif La Kinita
petitrond.gif Notiziario Calimera

menu-arrow.GIF Calimera ForumShow/Hide content
petitrond.gif Indice Forum
petitrond.gif Calimera e dintorni
petitrond.gif Sezione Generale
petitrond.gif Istruzioni e regole
petitrond.gif Cerca nei Forum

menu-arrow.GIF Foto GalleryShow/Hide content
petitrond.gif Gallerie Fotografiche
petitrond.gif Panorami e non solo
petitrond.gif Calimera Bella e Brutta 2005

menu-arrow.GIF DownloadsShow/Hide content
petitrond.gif Categorie downloads
petitrond.gif Aggiungi file

menu-arrow.GIF Links UtiliShow/Hide content
petitrond.gif Categorie links
petitrond.gif Aggiungi link

menu-arrow.GIF SondaggiShow/Hide content
petitrond.gif Vai ai Sondaggi

menu-arrow.GIF ContattiShow/Hide content
icon_mail.gif Contatta webmaster
icon_mail.gif Passaparola


Membri:
Complessivi: 64 
più tardi: blumare74
Persone Online:
Visitatori: 6
Iscritti: 0


Sezioni e Dossier

minidossier inceneritore biomasse legnose calimera
target ecolio

dossier ecolio storia 2000

sete dossier ecolio


Dossier Ecolio Storia Ufficiale


2000

Il 14 gennaio 2000, con deliberazione di giunta n°24, l’Amministrazione provinciale, con votazione unanime, concede alla ditta Ecolio S.r.l. l’autorizzazione all’esercizio definitivo dell’impianto.
I rifiuti trattabili appartengono alle tipologie di rifiuti liquidi speciali e pericolosi già autorizzati provvisoriamente, in più la ditta Ecolio S.r.l. è autorizzata a trattare anche alcune tipologie di rifiuti liquidi speciali, non pericolosi, contraddistinti dai codici CER generici aventi le ultime due cifre in “99” per le quali deve essere fornita volta per volta all’Amministrazione Provinciale una comunicazione descrittiva delle caratteristiche chimico-fisiche del rifiuto e le modalità di trattamento alla quale dovrà seguire un’eventuale e specifica richiesta di autorizzazione per il trattamento:

      01 05 99 acque di prospezione mineraria e di disidratazione fanghi di perforazione

            02 02 99 acque di macellazione, reflui da strutture di ristorazione

            02 03 99 acque di lavaggio da attività agro alimentari

            02 03 99 acque di vegetazione

            02 05 99 acque di lavaggio e sieri dell’industria lattiero casearia

            02 06 99 rifiuti della pasta e della panificazione

            04 01 99 acque di scarico da impianti di trattamento dell’industria tessile e conciaria

            05 07 99 acque e fanghi dalla purificazione e trasporto del gas naturale

            06 03 99 acque di lavaggio resine

            07 01 99 - 07 02 99 - 07 03 99 - 07 06 99 acque di lavaggio derivanti dall’uso di

              prodotti dell’industria chimica organica

            16 07 99 acque di serbatoi e reflui di autolavaggio

            19 08 99 acque di scarico da impianti di depurazione in situ.

(Determinazione n°78 del 14.1.2005)

In una nota del 20 gennaio (n°556), indirizzata alla ASL LE/1 di Lecce e di Martano, al Presidente della Provincia, ai N.A.S. di Taranto ed alla locale stazione dei Carabinieri, il Sindaco pro-tempore di Melendugno, Ing. Giordano Carrozzo, comunica che “negli ultimi mesi sono pervenute all’attenzione di chi scrive numerose segnalazioni verbali e scritte, da parte di personale competente, relative allo smaltimento di materiale particolarmente nocivo presso l’impianto di depurazione ECOLIO sito nel territorio di Melendugno”. “Il caprolattame di cui trattasi arriverebbe da Brindisi vi a Calimera, tuttavia l’attività di pattugliamento svolta dalla polizia Municipale di Melendugno non ha fornito in merito alcun esito”. “Pertanto, data la gravità del sospetto, il sottoscritto richiede alle SS.LL. un sollecito e accurato intervento al fine di verificare l’effettiva esistenza dell’autorizzazione allo smaltimento di tale materiale e, in caso affermativo, si richiede copia del piano di smaltimento e dei verbali di accertamento”.
(Comune di Melendugno, nota n°556 del 20.1.99)

Il 25 gennaio il Comando Carabinieri per la Sanità, N.A.S. di Taranto, trasmette una nota destinata al N.O.E. Carabinieri di Bari e per conoscenza al Comune di Melendugno. Nella nota “si trasmette per competenza il comunicato del Sindacato Provinciale Autonomo Lavoratori Chimici della CISAL  per la Provincia di Brindisi unitamente alla nota n°556 del20.01.2000 del Comune di Melendugno inviata a mezzo PP.TT. a questo N.A.S.”
(Comune di Melendugno, prot. n°909 del 31.1.99)

Il 1 febbraio 2000, Il Sindaco di Melendugno Ing. Giordano Carrozzo invia alla Provincia di Lecce ed alla AUSL Le/1 una comunicazione nella quale esprime alcune perplessità in ordine alla vicenda Ecolio. Il Sindaco Carrozzo riferisce che “l’opinione pubblica è fortemente allarmata dal momento che forti dubbi gravano sulle tipologie di rifiuti trattate nell’impianto, sulla reale pericolosità di tali rifiuti, sulle garanzie di sicurezza dell’impianto e sulle motivazioni che hanno indotto il produttore ed il detentore dei rifiuti, prima a stoccarli per anni, e poi a smaltirli, dopo vari tentativi, presso altri impianti, anche situati all’estero, in un impianto salentino”.
Per il sindaco Carrozzo “con la  presente, si intende sottolineare che, nella sostanza, al di là della presunta formale correttezza e regolarità dei procedimenti amministrativi e delle valutazioni tecniche, questa Amministrazione comunale ha visto trasformato sul proprio territorio un impianto di depurazione per acque di vegetazione e liquami civili in un impianto per il trattamento per il trattamento dei rifiuti pericolosi, senza che venisse almeno preventivamente informata, se non      coinvolta nel procedimento amministrativo”.
“A tal scopo si chiede di conoscere le caratteristiche, con riferimento soprattutto alla pericolosità, dei rifiuti trattati presso l’impianto corrispondenti ai codici CER 070108 e 070204”.
“Si richiedono altresì assicurazioni circa l’idoneità della trincea drenante attualmente autorizzata a ricevere l’ulteriore carico derivante dai nuovi rifiuti pericolosi attesi, peraltro, in quantità ingenti (si parla di 100t/giorno)”.
“Si richiama poi l’attenzione sul rischio rappresentato dal carico veicolare indotto dalla movimentazione dei rifiuti su una rete viaria tuttt’altro che adeguata e su quello rappresentato dallo stoccaggio di ingente quantità dei rifiuti presso l’impianto, in attesa di trattamento”.
“Alla luce di quanto sopra argomentato si chiede all’Amministrazione Provinciale di considerare se non sia il caso di comprendere tra i destinatari della comunicazione dell’avvio del procedimento amministrativo, ai sensi della legge n°241/90 per il rilascio delle autorizzazioni all’esercizio di impianti del tipo in esame, anche il Comune che ospita l’impianto stesso”.

(Comune di Melendugno, prot. n°942 dell’1.2.2000)

Il 1 febbraio 2000, il Sindaco di Melendugno Ing. Giordano Carrozzo, comunica con un fax urgente, all’Amministrazione Provinciale, all’AUSL Le/1 di Martano  e Lecce ed alla ditta ECOLIO, che “per venerdì 4 febbraio 2000 presso la sala consiliare di piazza Castello, è convocato un Consiglio Comunale “aperto” con un unico p.to all’o.d.g.: ”Processi tecnologici in atto presso l’impianto depurativo sito in contrada Masseria Zappi”. Il Sindaco invita gli enti in indirizzo a partecipare, considerate le responsabilità di ciascuno, secondo le rispettive competenze, sia sotto il profilo delle autorizzazioni, sia sotto quello dei controlli e delle verifiche“.
(Comune di Melendugno, prot. n°941 dell’1.2.2000)

Il 2 febbraio l’ ASL LE/1 - Dipartimento di Prevenzione - Servizio Igiene Pubblica di Lecce,  risponde al Comune di Melendugno. Nella nota si comunica che il Dipartimento di Prevenzione “è nell’impossibilità di partecipare attivamente alla riunione indetta per il 4 febbraio 2000 inquanto dal mese di gennaio sono in corso indagini sulle modalità di smaltimento dei rifiuti speciali, nella fattispecie di soluzioni sodiche da coprolattame” e che “al momento non sono stati rilevati elementi di contrasto con quanto appare regolarmente autorizzato dall’Amministrazione Provinciale”.
“Ci si riserva di fornire elementi utili quando saranno disponibili i risultati delle analisi intraprese”.

(Comune di Melendugno, prot. n°1072 del 3.2.2000)

Il 3 febbraio 2000, il Presidente della Provincia Lorenzo Ria risponde alla nota fax del 1 febbraio nella quale  del Sindaco di Melendugno dà notizia della convocazione del Consiglio Comunale aperto per il 4 febbraio. Ria dice: “…la nota contiene in calce l’invito al Dirigente del settore Ambiente di questa Provincia al Consiglio Comunale “aperto” considerate le responsabilità di ciascuno, secondo le rispettive competenze, sia sotto il profilo delle autorizzazioni, sia sotto quello dei controlli e delle verifiche.
Tale richiamo a responsabilità, considerato lo stile ed il contenuto dell’intera nota, assumono il tono di un vero e proprio avvertimento, che risulta ovviamente inaccettabile da parte di questa Amm.ne Prov.le. L’iter procedimentale realizzatosi secondo le attribuzioni e le competenze demandate a questo Ente da cogenti norme e regolamenti, viene giudicato dal Sindaco di Melendugno come escalation  di un itinerario autorizzativo, come mancanza di coinvolgimento nel procedimento, come soluzione concessa al produttore dei rifiuti dopo vani tentativi di trovare all’estero soluzioni alternative.
In tale contesto non può che apparire del tutto irrituale l’evolversi di un rapporto istituzionale tra enti che verrebbe a realizzarsi in un Consiglio Comunale aperto, ovvero in un ambito assembleare di inevitabile impatto emotivo.
Non si vede d’altro canto come l’opinione pubblica possa non essere allarmata laddove il Sindaco stesso della comunità interessata asserisca, senza alcun contraddittorio, che forti dubbi gravano sulla tipologia dei rifiuti trattati nell’impianto in oggetto, sulle garanzie di sicurezza dell’impianto, sulla sua idoneità al trattamento, etc.
Tanto premesso, questa Provincia assicura sin d’ora la più ampia disponibilità ad interloquire con il Sindaco di Melendugno, i Consiglieri, i responsabili degli uffici secondo un itinerario più consono alla portata della questione posta e nel rispetto della dignità delle istituzioni rappresentate.
Resta inteso che tale posizione è semplicemente propedeutica alla più trasparente volontà di informare correttamente le popolazioni interessate”.

(Comune di Melendugno, prot. n°1122 del 4.2.2000)

Il 10 febbraio 2000, il Consiglio Comunale di Melendugno, con delibera n°12 del 10.2.2000 ad oggetto: ”Processi tecnologici in atto presso l’impianto depurativo sito in contrada Masseria Zappi”, decide di:

“Chiedere all’Amm.ne Prov.le di Lecce di procedere alla revoca delle autorizzazioni concesserelativamente al trattamento di rifiuti di cui ai codici 070108 e 070204 o in subordine ai soli Sali sodici da caprolattame e ciò per il particolare impatto psicologico esercitato dal suddetto trattamento sulla popolazione”;

“Chiedere all’Amm.ne Prov.le di Lecce di non voler concedere ulteriori e diverse autorizzazioni rispetto a quelle già concesse con delibera di G.P. n°1662 del 30.5.1994 e n°2561 del 18.10.1996 relative al trattamento delle acque di vegetazione e liquami domestici”;

“Fare voti perché l’Ente Provincia, l’AUSL Lecce, il NOE e quanti altri enti responsabili della salute pubblica esercitino i dovuti periodici, costanti controlli sul corretto funzionamento dell’impianto di cui trattasi e dell’ambiente circostante”.
(Comune di Melendugno, del n°12 del 10.2.2000)

Il 1 marzo l’ ASL LE/1 - Presidio Multizonale di Prevenzione - emette una nota destinata al Comune di Melendugno. Nella nota si comunica “che i parametri relativi al clorobenzene ed ai composti organici aromatici, relativamente al distillato in uscita dall’impianto di concentrazione dei rifiuti liquidi” sito in località Masseria Zappi, “non sono conformi alle prescrizioni di legge”. In particolare, oltre ad essere contestata la presenza di clorobenzene, che per legge deve risultare assente, i dati attestano il superamento del limite di 0,01 mg/l imposto ai composti organici aromatici, misurati dalla stessa azienda in 2,71 mg/l.
(Comune di Melendugno, Ordinanza del 14.3.2000)

Il 14 marzo 2000, il Sindaco di Melendugno Ing. Giordano Carrozzo, emette un’ordinanza nei confronti della ditta Ecolio S.r.l. nella quale ordina di “sospendere il trattamento dei rifiuti pericolosi”nell’impianto sito in contrada Masseria Zappi” fino a quando i parametri chimici fuori norma rientrino nei valori di legge. Le motivazioni dell’imposizione del divieto, come specificato nel testo dell’ordinanza, risiedono nel documento trasmesso dalla ASL LE/1 al Comune in data 1 marzo 2000 (acquisito in pari data al prot. gen. con n°2155).
(Comune di Melendugno, Ordinanza del 14.3.2000)

Il 15 marzo 2000, La provincia di Lecce, trasmette un telegramma (prot. n°14890 del 15.3.2000) alla ditta ECOLIO nel quale, facendo seguito alla nota (prot. n°11420 del 14.3.2000), si richiede di sospendere l’attività di trattamento dei rifiuti contraddistinti da codici CER 070108 e 070204 per giorni 45 per consentire alla Provincia di effettuare le necessarie verifiche al fine del riesame delle autorizzazioni rilasciate.
(Relazione Sanna, Provincia di Lecce, prot. n°40015 del 4.8.00)

Il 17 marzo 2000, La provincia di Lecce, con Delibera di Giunta 199/2000, affida (prot. n°16580 del 22.3.2000) un incarico di “consulenza per il riesame dell’autorizzazione dell’impianto di smaltimento ECOLIO di Melendugno” al Dott. Mauro Sanna. L’incarico è finalizzato all’acquisizione di un parere tecnico, propedeutico al rilascio dell’autorizzazione definitiva all’esercizio dell’impianto di Melendugno.
(Elenco Determinazioni Ottobre 2000, v. determinazione n°4424)

Il 22 marzo il Comune di Melendugno ricorre al TAR Puglia contro la Provincia di Lecce per l’annullamento previa sospensione della delibera della Giunta Provinciale n°24 del 14.1.00 con la quale è stato autorizzato l’esercizio definitivo dell’impianto sito in masseria Zappi di Melendugno.
(Relazione Sanna, Provincia di Lecce, prot. n°40015 del 4.8.00)

Il 12 aprile il TAR Puglia respinge la domanda di sospensione dell’autorizzazione presentata dal Comune di Melendugno.
(Relazione Sanna, Provincia di Lecce, prot. n°40015 del 4.8.00)

Il 1 agosto 2000, La provincia di Lecce riceve la relazione del dott. Sanna (Provincia di Lecce, prot. n°40015 del 4.8.00). Nelle conclusioni si afferma che, in conseguenza della mutata natura dell’impianto “passando da un impianto di distillazione delle acque di vegetazione e trattamento chimico-biologico delle condense ad una piattaforma di smaltimento chimico-fisico-biologico di rifiuti speciali e pericolosi”, “si ritiene necessario assoggettare preliminarmente l’impianto ECOLIO alla valutazione della specifica conferenza come previsto dall’Art.27 del D.Lgs. 22/97 sottoponendolo in precedenza se destinato allo smaltimento di rifiuti pericolosi, alla valutazione di impatto ambientale”.
(Provincia di Lecce, prot. n°40015 del 4.8.00)

Il 2 ottobre 2000, con determina n°109, l’Amministrazione provinciale paga il dott. Mauro Sanna per il lavoro di consulenza svolto.
(Elenco Determinazioni Ottobre 2000, v. determinazione n°4424)

Il 15 novembre 2000, con determinazione n°133, si concede alla ditta Ecolio l’autorizzazione ad istallare nuovi dispositivi filtranti a base di silice inerte e di carbone attivo nell’impianto di Melendugno, al fine di estendere le tipologie di rifiuti trattabili alle emulsioni oleose (codice CER 13055 (n.b. il codice CER specificato non esiste, probabilmente il codice a cui si fa riferimento è 130505),  specificando che si tratta di un trattamento finalizzato al recupero.
(
Elenco Determinazioni Novembre 2000, v. determinazione n°5080)

indietro                   Indice Dossier                       avanti



Dedicato a tutti i calimeresi e simpatizzanti vicini e lontani...


Tutti i loghi e marchi su questo sito appartengono ai loro rispettivi proprietari. I commenti e ogni tipo di documento appartengono ai rispettivi partecipanti e il materiale presente in questo sito può essere copiato e ridistribuito solo se vengono citati autori e fonti. Non si assume alcuna responsabilità per gli articoli e il materiale pubblicato. Contenuti e articoli sono pubblicati senza periodicità.


You can syndicate our news using the file backend.php or ultramode.txt
Distributed by Raven PHP Scripts
 Directory passa Page Rank  Segnalato da Webtarget.org


PHP-Nuke Copyright © 2004 by Francisco Burzi. This is free software, and you may redistribute it under the GPL. PHP-Nuke comes with absolutely no warranty, for details, see the license.
Generazione pagina: 0.24 Secondi