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Calimera e Dintorni: Melendugno - Convegni su acqua rossa - resoconti
Postato il Sabato, 17 maggio @ 15:51:46 CEST di admin

01 Calimera e Dintorni
comitato no acqua rossaSeppure con ritardo, pubblico i resoconti del Comitato No Acqua Rossa su alcuni convegni organizzati a Melendugno. Il sito di altracalimera.org esprime piena solidarietà a tutta la cittadinanza melendugnese e sostiene la lotta del comitato affinchè venga rispettato appieno il diritto all'acqua per i vicini di Melendugno.

“TU ACQUA ROSSA? E IO NON PAGO!”
Incontro-dibattito con i cittadini sul problema dell’acqua rossa a Melendugno.

CONTESTARE LE BOLLETTE DELL’ACQUEDOTTO PUGLIESE per risolvere il problema dell’acqua “potabile” rossa di Melendugno: questo il tema dell’incontro-dibattito organizzato martedì 13 maggio dal Comitato no-acquarossa, presso la Sala Convegni della Scuola Media...


...Sono intervenuti l’Avv. Nicola Saracino, responsabile provinciale di FEDERCONSUMATORI e il Prof. Franco Candido, coordinatore del COMITATO NO-ACQUAROSSA; erano presenti in sala anche il Sindaco di Melendugno, Avv. Roberto Felline e numerosi cittadini.
“I risultati del sondaggio che abbiamo presentato in questa sala l’anno scorso” ha detto Il prof. Candido, “hanno rivelato che a Melendugno il 95% dei cittadini non consuma l’acqua di rubinetto. Sono state tante le occasioni che hanno dimostrato la cattiva qualità dell’acqua distribuita da AQP che i cittadini la percepiscono ormai come un pericolo per la propria salute. Questa situazione è stata provocata unicamente dall’Acquedotto Pugliese, che nonostante le proteste che venivano dal Comitato e dai liberi cittadini, ha continuato ad opporre un muro di gomma contro cui tutte le segnalazioni e le lamentele degli utenti sono rimbalzate. Né i politici locali e regionali hanno fatto alcunché in quattro anni per modificare la situazione. Il tardivo incontro pubblico di giovedì prossimo, organizzato dall’Amministrazione Comunale di Melendugno a supporto della qualità dell’acqua pubblica, sostenuta da AQP, giunge in ritardo di quattro anni. Avrebbe invece fatto piacere ai melendugnesi che i politici avessero sponsorizzato e promosso presso i dirigenti dell’azienda acquadottistica il rinnovo totale delle condutture che, finora, soltanto il Comitato no acquarossa e i cittadini hanno richiesto a gran voce.”
Dopo la proiezione di un filmato, in cui è stata messo in evidenza che i melendugnesi pagano l’acqua tre volte di più dei milanesi, con la differenza che l’acqua dei lombardi è di indubbia qualità, Franco Candido ha dimostrato che l’eccessivo costo addebitato in bolletta da AQP è dovuto all’acqua non conforme alla legge che distribuisce l’acquedotto pugliese che, molto spesso, gli utenti sono costretti a schiarire con un anomalo spreco di acqua, che viene addebitato in bolletta come eccedenza e calcolata con quattro diverse tariffe a costi straordinariamente crescenti.
Per questo motivo, come ha sottolineato anche l’Avv. Saracino di FEDERCONSUMATORI, la Contestazione delle bollette diventa un mezzo sacrosanto per protestare contro questo iniquo trattamento che non tiene conto dell’immane spreco di acqua dovuto alla necessità di schiarire il liquido rosso che viene erogato dallo stesso Acquedotto Pugliese in orari e in quantità imprevedibili. Pertanto sulle fatture inviate da AQP gli utenti, d’ora in poi, pagheranno soltanto i costi fissi e la tariffa T1, quella minima, la sola che non prevede eccedenza di acqua, mentre contesteranno i costi derivanti dalle eccedenze T1, T2 e T3 che rappresentano un profitto a vantaggio dell’Azienda di cui gli utenti non hanno alcuna colpa.
“Questa strategia ci eviterà di cadere nella trappola della “morosità” che noi respingiamo a priori in quanto cittadini onesti e rispettosi delle leggi!” afferma con forza il coordinatore del Comitato. “Noi intendiamo pagare tutto quello che consumiamo e nulla più. Le eccedenze derivano dal mancato rispetto del contratto da parte di AQP in cui è scritto chiaramente che l’Azienda deve fornire agli utenti acqua salubre e pulita, inodore, insapore e soprattutto incolore sempre e comunque! Non possiamo accettare che l’Azienda pretenda da noi il rispetto del contratto mentre essa per prima è inadempiente. E dico ciò forte del fatto che lo stesso Sindaco di Melendugno, costretto dalle analisi dell’acqua dall’ASL Lecce, effettuate su nostra segnalazione, a conferma della bontà delle nostre tesi, ha emanato ben quattro Ordinanze di divieto d’uso in altrettante vie cittadine che sono rimaste in vigore per oltre un mese.”
In definitiva il Comitato chiede in primo luogo acqua potabile “vera” e in seconda istanza uno sconto serio sui costi in bolletta (che secondo alcuni calcoli dovrebbe arrivare fino al 70%) per effetto delle eccedenze dovute all’azione di schiarimento dell’acqua che moltissimi cittadini sono spesso costretti ad effettuare, almeno fin quando le condizioni di potabilità dell’acqua distribuita da AQP non saranno ripristinate. E ciò avverrà soltanto quando tutte le condutture del sistema idrico cittadino saranno sottoposte ad un completo e serio rinnovamento.
Candido, poi, riferendosi ai risultati ottenuti dal Comitato, ha messo in rilievo con soddisfazione che dopo la raccolta di firme e le due Petizioni al Parlamento Europeo, dopo gli avvisi di garanzia inviati dalla Procura di Lecce ad un alto dirigente dell’Acquedotto pugliese, ad uno della ASL di Lecce e al Sindaco di Melendugno, dopo la recente comparsa delle autobotti e le decine di contestazioni già presentate da numerosi utenti, l’AQP ha capito, anche grazie all’aiuto delle “Iene” di Italia Uno, che è necessario avviare un discorso serio con i cittadini e ha deciso di inviare il suo massimo rappresentante per cominciare a risolvere il problema. “Ci aspettiamo una seria assunzione di responsabilità da parte dell’Amministratore Unico, non chiacchiere!” sottolinea Candido. “Se Monteforte verrà a raccontarci che la qualità dell’acqua di Melendugno è migliore dell’acqua minerale e conforme agli standards stabiliti dalla legge, può fare a meno di farsi tanta strada! A nulla serve, infatti, dichiarare che l’acqua è potabile se poi vi sono ormai tante prove che dimostrano il contrario e che inducono i cittadini a percepirla come dannosa per la salute! La qualità dell’acqua erogata dall’acquedotto pugliese a Melendugno non è per nessun motivo accettabile da parte di nessun essere umano”.

LA QUALITÀ DELL’ACQUA DI RUBINETTO
UN CONVEGNO NON RIUSCITO!

Un vero fallimento l’incontro con i cittadini organizzato da AQP e Comune di Melendugno per difendere la Qualità dell’acqua di rubinetto, giovedì 15 maggio, presso la Sala Convegni della Scuola Media. Il Comitato no-acquarossa, rappresentato dal prof. Franco Candido ha dimostrato, documenti alla mano, che a Melendugno l’acqua distribuita dall’Acquedotto Pugliese non è sempre all’altezza degli standards di qualità stabiliti dalla legge. Del resto, che l’acqua di Melendugno non fosse consumata dal 95% della popolazione era un fatto già acclarato dal sondaggio dello scorso anno e che aveva evidenziato che soltanto 19 melendugnesi su 450 erano disposti a chiudere gli occhi per bere. Le recenti ordinanze del Sindaco di marzo 2008 non hanno fatto altro che confermare le proteste portate avanti dal Comitato e dai cittadini che continuano a lamentarsi di pagare un’acqua che non usano, ma che pagano tre volte di più dei milanesi, che invece la consumano regolarmente.
“Nella rete di Melendugno non ci sono tratti materiali che possono dare origine a fenomeni di corrosione.” ha affermato l’Ing. Valentini, dirigente dell’Acquedotto Pugliese provinciale, nella sua lunga analisi riguardante la situazione del sistema idrico melendugnese. Gli unici pezzi che hanno queste caratteristiche sono i tratti di attacco al contatore… Il resto della rete è costituito per quasi la totalità in ghisa che non va incontro a fenomeni di corrosione superficiale… Il fatto che il fenomeno si sia verificato soltanto in alcuni punti della rete è un fenomeno che non dipende dalla qualità dell’acqua distribuita, perché se l’acqua contenesse già il ferro nel momento in cui viene erogata nell’abitato di Melendugno, in forma di particelle, sarebbe presente in tutta la rete. Il sedimento si solleva perché, fra altre cause, c’è o una variazione di velocità o una variazione della direzione di flusso.. L’unico modo per rimuovere le particelle è aprire lo scarico di queste tubazioni e provocare un movimento dell’acqua che aspira queste particelle e le fa uscire.”
“Ci dovete dire se l’acqua rossa è potabile o no e se avete intenzione di continuare a fornire a Melendugno questi tipo di liquido!” ha sottolineato a sua volta Franco Candido, coordinatore del Comitato no acqua rossa. “Non potete venire qui a dichiarare che l’acqua che fornite è sempre salubre e pulita e che di conseguenza è un’acqua di qualità. I fatti vi smentiscono clamorosamente, e malgrado i politici che contano di Melendugno si siano schierati in bella mostra per difendervi, non potete nascondere la verità: l’acqua di Melendugno è sempre più spesso rossa, nonostante gli interventi realizzati dai vostri tecnici per rattoppare un sistema idrico che fa acqua (rossa) da tutte le parti, in modi, tempi e con intensità di colore imprevedibili e perciò ancora più inquietanti. Non si dà sicurezza ai cittadini negando l’evidenza. L’acqua deve essere inodore, insapore e soprattutto incolore. Lo dice la legge e che a Melendugno l’acqua da voi fornita disattenda il Dlgs 31 del 2001 lo hanno dimostrato perfino “le Iene” di Italia uno.”
In definitiva, questo incontro con i cittadini-utenti organizzato per dimostrare la qualità dell’acqua melendugnese si è rivelato un vero e proprio boomerang per l’Acquedotto Pugliese e per l’Amministrazione Comunale e alcuni politici locali che ne hanno preso le difese. Nessuno si è convinto che l’acqua rossa sia potabile e che sia possibile consumarla con serenità.
“Fin quando non saranno cambiate tutte le condutture del sistema idrico cittadino, non ci sentiremo tranquilli e nessuna spiegazione “illuminata né sponsorizzata” ci indurrà ad accettare questo tipo di liquido!” ha ribadito il Prof. Candido in una fase del suo intervento. “Piuttosto, AQP provveda a darci “anzitutto e sempre” acqua salubre e pulita e poi a scontare le bollette che gli utenti melendugnesi hanno già cominciato a contestare. L’eccedenza di consumi, addebitata con tariffe T2, T3, e T4, provocata dallo consumo forzoso di acqua che viene sprecata dagli utenti per schiarirla, non può essere un costo attribuito alla popolazione. L’azienda ha provocato questa situazione e tocca a lei sopportarne le conseguenze e non ai cittadini, già vessati per altri motivi da una fiscalità generale tanto pesante quanto iniqua. Fin quando l’Acquedotto Pugliese non si renderà conto che ha a che fare con utenti titolari di diritti, oltre che di doveri, come Comitato, saremo sempre in prima fila per difendere la salute dei melendugnesi.”

 
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Re: Melendugno acqua rossa e non solo (Voto: 1)
di trodat il Giovedì, 29 maggio @ 11:55:29 CEST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Ciao, mi permetto di dire che nel decadente territorio di Melendugno l'argomento acqua é ben più grave di quello che sembra, 99 pozzi artesiani su cento sono inquinati da falde di pozzi neri che non vedono un autospurgo da anni, con questa acqua vengono lavorati formaggi e ricotta nelle fattorie del posto, i quali vengono venduti abusivamente senza ogni sorta di autorizzazione e etichettatura, nelle salumerie e macellerie di Melendugno, Calimera, ecc.
Segnalazioni anonime ci rivelano che tutto questo é consentito dai vicini vigilantes dell'asl di Martano(in maniera del tutto illegale ai loro amici) multando solo il singolo che ha aperto attività da poco e don dico altro......
spero a mio parere che finisca presto questa assurdità, spero che la guardia di finanza che vige stabilmente su Calimera punti un occhio su quelle auto bianche.
Prima che si formi un'altra MAFIA






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