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Calimera e Dintorni: Migliorare la qualità della Vita o Schiavizzare il Lavoro?
Postato il Sabato, 17 novembre @ 15:41:02 CET di admin

01 Calimera e Dintorni
schiavi moderni
Dall’articolo “Migliorare la qualità della Vita”, pubblicato sul Notiziario Città di Calimera del 13 Novembre 2007:
Entro settembre 2008 aprirà in Via Palermo, nella zona Opere, la “LIDL”, un colosso della distribuzione alimentare. E’ motivo di orgoglio essere riusciti a portare nella nostra città una multinazionale del livello della “LIDL”. Questo colosso non aveva mai investito in Comuni con meno di 10000 abitanti; non è stato facile convincerli ad investire nel nostro territorio ma ci siamo riusciti.”

Segue testimonianza di un lavoratore alla LIDL...


Fantozzi è vivo e lotta con noi
Mi presento: sono pugliese, ho 32 anni, laureato in Economia e Commercio e vivo a Bologna da quando ho un anno. Adesso ho un problema. Lavoro per una società tedesca che si occupa della grande distribuzione di prodotti quasi esclusivamente alimentari, in Italia è famosa per i suoi discount ma non solo... A dicembre 2005 vengo contattato dai dirigenti della società per fare un colloquio “di sicuro interesse”, così comincia tutto: mi offrono 29.000 euro l’anno, automobile aziendale, buoni pasto e tutti i benefit del caso per diventare quello che chiamano il Capo Settore, ossia, un quadro intermedio con le stesse mansioni di un capo area ma responsabile di una area provinciale non regionale. Il 15 dicembre lascio il mio vecchio lavoro “responsabile di reparto” in una catena di distribuzione di elettronica, a tempo indeterminato, ed il 2 gennaio approdo da questi tedeschi! Da quel giorno la mia vita viene stravolta! Tutte le mattine in piedi alle 5.00, la mia giornata inizia con lo scarico di camion pieni di merce, naturalmente da solo e con la forza delle braccia, poi sistemo il banco della frutta, del pane e le vasche della carne ed anche qui sollevo chili e chili di merce. Alle 9 apre il negozio al pubblico e solo allora iniziano ad arrivare i primi dipendenti (naturalmente tutti in formazione, con mille dubbi e domande alle quali devo rispondere io) e fino alle 21 il mio impegno è rivolto ad ogni singola mansione presente all’interno di un supermercato. Ovviamente se ho un po’ di tempo mi offrono di andare a pulire il parcheggio scoperto del negozio, perché d’inverno con la neve è difficile per i clienti parcheggiare. Se rimane del tempo posso anche mangiare qualcosa, chiaramente dopo le 15.30 perché a pranzo arriva un altro camion da scaricare.
Dopo la chiusura mi occupo di risistemare tutto il negozio (1.286 mq) affinché sia perfetto per l’apertura del giorno successivo. Il negozio che mi viene affidato ha anche la fortuna di essere sotto personale a causa del forte turnover e così dopo le 21 sono sempre da solo a lavorare. Se tutto va bene, finisco per le 22.30, se tutto non va bene alle 22.30, quando credo di aver finito la mia giornata, arriva il controllo notturno, ossia un collega che ha il compito di valutare il tuo operato, che non è mai soddisfacente e così te ne rimani fino a notte inoltrata nel tentativo di fare qualcosa di soddisfacente, ricordandoti che il motivo della tua permanenza è solo la tua negligenza.
Ci sono anche le giornate di inventario notturno in cui dalle 5 della mattina si va letto alle 3.30 per ricominciare tutto dopo 1 ora e mezza.
Il giorno di riposo che mi spetta in realtà è bene non utilizzarlo per risparmiare qualche nottata lavorativa, la domenica non è il giorno di Dio, ma il giorno di chiusura della filiale e non si va a messa ma si approfitta dell’assenza dei clienti per fare altri inventari o rifacimenti.
In questo frangente mi capita un lutto in famiglia, per il quale mi spettano 5 giorni visto il viaggio a Brindisi che devo fare, ma i miei superiori hanno pensato che 3 giorni potessero essere più che sufficienti e al mio ritorno mi accusano di aver abbandonato il posto di lavoro senza essermi assicurato che tutto fosse programmato e “a posto” per i 3 giorni successivi.
Mi capita anche un infortunio, e devo chiedere il permesso di assentarmi dal negozio per andare al pronto soccorso a mettere qualche punto alla mia mano, permesso che mi viene accordato dopo 2 ore e, al mio ritorno dall’infortunio, vengo accusato di aver abbandonato il posto di lavoro senza essermi assicurato che tutto fosse programmato e “a posto” per tutto il periodo di degenza.
Questa non è solo la mia esperienza, infatti abbiamo iniziato la formazione in 83 in tutta Italia (13 in Emilia Romagna) ed a oggi ci sono solo 24 persone (3, me compreso in Emilia Romagna)che continuano ad aver la forza di fare tutto questo ogni mattina.
I costi dei prodotti riescono ad essere contenuti perché l’azienda non è disposta a pagare straordinari (perché se lavori di più è solo per colpa tua), festività non godute(perché sei in formazione e più lavori più impari).
La loro politica è quella del terrore, i dipendenti devono essere impauriti in modo da evitare ogni genere di rivendicazione o richiesta, infatti i sindacati non riescono ad avere una rappresentanza all’interno dei punti vendita.
Cercando in internet ho scoperto decine di testimonianze vicine alle mie, ed addirittura è stato pubblicato un libro “nero” lo Schwarzbuch, del quale è possibile trovare notizia anche su Wikipedia, che racconta gli innumerevoli soprusi della società nei confronti dei propri dipendenti. Io all’ennesimo insulto ingiustificato, stanco di ricevere chiamate ad ogni ora del giorno, di non avere nemmeno il tempo per recuperare le mie energie, a quattro giorni dal termine del fatidico periodo di prova, ho provato a contestare i loro comportamenti e così sono stato obbligato a presentare la lettera di dimissioni, cosa che sono riuscito a non fare solo grazie all’aiuto di chi ha vissuto con me questi orribili mesi, e che mi ha permesso di non cadere sotto i loro colpi.
Sono in malattia da quel giorno, ho bisogno di ritrovare l’equilibrio che loro mi hanno tolto, e sto affrontando la situazione con l’appoggio di un sindacato, che mi aiuta anche a contestare qualcosa che non mi aspettavo, il licenziamento arrivatomi via telegramma durante la malattia.
La loro politica va al di fuori di ogni logica di mercato, sfruttano le persone fino all’esaurimento e poi le buttano via, tanto per contratti così appetitosi trovano qualche altro ragazzo che pensa finalmente di poter costruire qualcosa per il suo futuro.
Quello che ora sto cercando è sicuramente di riprendermi da questa esperienza, ma vorrei far conoscere alla gente, ovviamente contenta di aver trovato il risparmio sotto casa, da dove questo risparmio viene; non cuciamo i palloni e siamo tutti maggiorenni, ma sopportiamo soprusi e condizioni di lavoro non certo degni di un paese che ha la pretesa di far parte dell’unione europea (il monte ore mensile, 16 ore al giorno per 28 giorni, è di 448 per una base oraria di 3,48 euro, con un contratto da 42 ore settimanali elastiche e l’inquadramento da quadro).
Vorrei scrivere un milione di altre cose, far parlare insieme con me decine di colleghi costretti alle situazioni più impensabili, ma spero almeno di aver aperto una strada per riuscire a far conoscere tutto questo, in modo che nessuno più si trovi nelle condizioni di dover sposare la società per cui lavora e doverLe riconoscere anche i “doveri coniugali”... passivi chiaramente...
E. D. 12.07.2006 15:21

(tratto dal libro “Schiavi Moderni”, scaricabile da www.beppegrillo.it e anche da questo sito, area downloads)

 
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Re: Migliorare la qualità della Vita o Schiavizzare il Lavoro? (Voto: 1)
di albertoant il Lunedì, 19 novembre @ 13:15:11 CET
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Gli investimenti sul territorio di multinazionali è senz'altro positivo, per i posti di lavoro che ci saranno in più, per la concorrenza che si avrà tra i veri supermercati e discount presenti a Calimera, per una maggiore comodità di noi stessi cittadini.
Le aziende applicano solo la legge, e se nessuno lo vieta, possono benissimo SCHIAVIZZARE IL LAVORO.
se lavorare non-stop dalle 5 alle 23 per poco più di 3€ all'ora, non è schiavizzare, è solo perchè c'è qualcuno che lo permette.

La legge sul lavoro la dovrebbero fare gli operai e gli imprenditori INSIEME, e non una persona che prende delle statistiche offerte da confindustria e sindacati, o da Professori universitari.
Rimpiango Biagi e condenno le BR, ma più passa il tempo più credo che forse avevano ragione...





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