
Lo scorso 24 ottobre, con l'articolo "
Da report agli SWAP calimeresi" abbiamo affrontato il caso dei derivati finanziari (SWAP) stipulati da parte del nostro comune con le banche. Tale questione ha sollevato non poche preoccupazioni tra i cittadini calimeresi, soprattutto dopo quanto è emerso dall'inchiesta condotta dalla trasmissione Report del
14 ottobre 2007. Nel precedente articolo avevamo pubblicato il comunicato stampa dell'attuale assessore al bilancio Maurizio Conversano. Oggi pubblichiamo invece la risposta dell' ex assessore al bilancio Alessandro Dimitri, il quale offre una lettura ben diversa a quanto sollevato dall'attuale amministrazione.
Ci teniamo a precisare che quanto segue è in forma di lettera al Direttore de Il Nuovo Quotidiano di Puglia. Questa lettera sarebbe dovuta essere (o dovrebbe essere) pubblicata sulla medesima testata giornalistica, come risposta al comunicato stampa dell'attuale assessore pubblicato precedentemente.
Caro Direttore,
Le scrivo, in qualità di assessore al bilancio del Comune di Calimera negli anni 2000-2005, a proposito dell’articolo su Calimera, apparso sul Quotidiano del 19.10.2007, dal titolo “ contratto rischioso, debiti in vista”. Mi lamento prima di tutto dell’estensore dell’articolo che non ha sentito il bisogno di ascoltare nessuna voce della precedente Amministrazione. In secondo luogo segnalo l’irritualità delle dichiarazioni del Sig. Conversano che nel suo ruolo di Assessore dovrebbe, semmai, commentare gli aspetti politici delle vicende amministrative e non lasciarsi andare a valutazioni fuori luogo di tipo personale. Per entrare poi nello specifico ci sarebbe da dire al Sig. Conversano che la nostra Amministrazione le decisioni le prendeva collegialmente e non come accade ora che vige il motto “ decide uno per tutti”.
L’operazione di SWAP di interessi ( scambio di tassi) fatta nel 2002 , di cui mi si addebita colpa , fu fatta in un momento in cui lo scenario finanziario era favorevole con tassi di interesse limitati, nello specifico ha prodotto, immediatamente, una liquidità per il Comune di Euro 72.000,00 ed altri Euro dal 2002 alla metà del 2007 . Quanti ? Per rispondere, il Sig. Conversano dovrebbe andare a guardare gli estratti conto dell’Unicredit che arrivano periodicamente. Poi, sempre il Sig. Conversano, dovrebbe controllare l’andamento dello SWAP, così come faceva il sottoscritto esaminando l’estratto conto, e al momento opportuno, ( oggi sembrerebbe di capire ) rescindere il contratto, pagare, per la prima volta, qualcosa, che potrebbe essere quantificata in non più di 2000 Euro, e chiudere lì la faccenda senza chiacchiere da comari.
E’ appena il caso di dire che insieme al Comune di Calimera in quel periodo hanno sottoscritto contratti simili 900 Comuni d’Italia, tra cui Torino e Napoli, ed in provincia di Lecce , la stessa Provincia di Lecce, il Comune di Lecce, Squinzano Campi, Trepuzzi, Veglie, Leverano, San Cesario, Melendugno , Gallipoli, comuni questi che in parte erano amministrati, all’epoca, da giunte di centro-destra. Sono andato semplicemente a memoria e quindi mi scuso se erroneamente ho citato qualcuno e ho tralasciato qualcun altro. Ci tengo a far notare che il Comune di Melendugno, con una scelta oculata e previdente, ha rescisso il contratto l’anno scorso, quando ancora era in attivo, perché avevano intuito che qualcosa stava per accadere. Adesso permettetemi di togliermi un sassolino dalla scarpa. Come mai l’attuale Amministrazione Comunale, di cui il Sig. Conversano fa parte, regala 60.000,00 euro all’anno alla Future Service, per il servizio di riscossione tributi, e non valorizza le professionalità presenti tra i dipendenti? Ci sono interessi da difendere?
Per concludere,viste le aspettative di crescita dei tassi di interesse, vi consigliamo di chiudere lo Swap e successivamente di dare notizia delle reali evidenze finanziarie di tutta l’operazione.
Distinti saluti.
Calimera, 23.10.2007
Rag. Alessandro Dimitri
Prendendo per vero quanto sin qui sostenuto dal vecchio assessore, sembrerebbe che il contratto di SWAP possa essere facilmente rescisso al costo di circa 2000 euro. Similmente sembra aver già fatto il Comune di Melendugno: nel momento in cui hanno constatato che la situazione degli Swap avrebbe potuto comportare degli oneri anzichè dei guadagni, la "scommessa" dei derivati sarebbe stata chiusa con una piccola penale. Senz'altro ci sarebbe da capire se Melendugno all'epoca avesse stipulato effettivamente un contratto che avrebbe permesso una chiusura così semplice. In secondo luogo bisognerebbe capire se veramente si possa fare una cosa del genere anche per quanto stipulato dal comune di Calimera. Se così fosse il caso degli SWAP calimeresi potrebbe non destare grossi problemi, ma anzi ci sarebbe da auspicarsi che l'attuale amministrazione faccia fronte al caso.
Ovviamente, per quanto ne sappiamo, urgono maggiori chiarimenti da tutte le parti coinvolte (banche e assessori vecchi e nuovi). Ciò al fine di garantire il pieno diritto di tutti i cittadini a conoscere come vengano amministrati i loro soldi.
Come staff di altracalimera cercheremo pertanto di seguire ulteriormente la vicenda e di esser disponibili a pubblicare qualsiasi commento e risposta (di qualsiasi parte) capaci di far più luce sulla questione.