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Altra Calimera: Edilizia: ancora troppi morti sui cantieri
Postato il Mercoledì, 27 giugno @ 03:26:58 CEST di admin

03 Non solo Informazione Ufficiale

Ricevo e volentieri pubblico

EDILIZIA : ANCORA TROPPI MORTI SUI CANTIERI
La situazione imbarazzante della mancata sicurezza sui cantieri salentini.

 

Negli ultimi tempi se ne è discusso tanto, in più ambiti ed in tutte le salse : la piaga sociale delle morti sul lavoro continua inesorabilmente a registrare troppe vittime. Un fenomeno per anni occultato da governi impegnati in altro e che oggi scuote le coscienze un po’di tutti, a partire dalle più alte cariche dello Stato.

Dal Presidente della Repubblica Napolitano a quello della Camera, Bertinotti a quello del Senato, Marini : tutti d’accordo che questa strage di “lavoratori” va fermata e che la mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro si può e si deve combattere.

Secondo i dati INAIL la situazione nell’ultimo anno è peggiorata: 1280 infortuni mortali nel 2006 rispetto ai 1265 del 2005, e molti incidenti non sono stati mai denunciati, purtroppo.

Anche il monitoraggio di FILLEA CGIL Nazionale, nel settore delle Costruzioni, conferma questa tendenza : le vittime sui cantieri nell’anno 2006 sono state 258, ben 67 in più del 2005 e nei primi sei mesi del 2007 sono oltre 90. Troppe volte si parla di infortuni sui cantieri, intesi soprattutto come episodi isolati, sfortunati, inevitabili e imputabili a disattenzioni dei lavoratori. “ I morti fanno parte del sistema” qualcuno si permette di dire,ma la realtà è ben altra cosa:oggi si muore sul lavoro per le misure di sicurezza precarie perché ,si sa,i costi della sicurezza riducono i capitali delle imprese e la loro competitività sul mercato sregolato degli appalti. Una logica del profitto che prevale su tutto, anche sulla tutela di vite umane, e ci consegna ogni anno un vero e proprio bollettino di guerra...

clikka su leggi tutto per continuare

cantiere edile


...Va dunque contrastata la spietata logica del “massimo ribasso” che tende a favorire sempre e solo le imprese più  scorrette che,pur di aggiudicarsi l’appalto, sono disposte a “risparmiare” su tutto e lo fanno dapprima abbattendo i costi del lavoro e poi non investendo in sicurezza.

Da anni Fillea CGIL parla di “Cantiere Qualità” impegnandosi in una lotta che miri ad una inversione di tendenza necessaria per contrastare tanta illegalità diffusa. Un cammino che deve andare nella direzione di maggiori controlli degli organi di vigilanza e degli addetti ai lavori, ma soprattutto verso una revisione delle normative sugli appalti, in modo che siano agevolate le imprese “sane” che operano regolarmente.

   Oggi però le cose non vanno esattamente così. Le normative vigenti, risultati di politiche berlusconiane fin troppo liberiste, consentono di fare impresa anche a chi non ne possiede i requisiti ed in 24 ore ha la possibilità di aprirsi una partita IVA e diventare imprenditore. E la professionalità e la formazione? Diventano secondarie, delle semplici formalità burocratiche che allungano i tempi(e si sa “il tempo è denaro”) ma che qualche volta potrebbero allungare anche la vita di qualche operaio edile sfortunato.

Anche i cantieri edili del Salento continuano ad essere palcoscenici di questo triste scenario di “guerra”. L’ultima tragica morte sul lavoro è avvenuta lo scorso 16 Febbraio, nel cantiere della Tang.le Ovest, sulla via che collega Lecce a S.Pietro in Lama. La vittima, Gianfranco De Matteis , 34 anni di Merine  è rimasto schiacciato da un enorme gru rovesciatasi per cause ancora da accertare. L’ultimo infortunio grave è avvenuto su un cantiere di Trepuzzi lo scorso 25 Giugno: lo sfortunato si chiama Raffaele Miggiano, operaio di Squinzano, che all’età di 62 anni ed a oltre 40°C di temperatura è precipitato al suolo dal tetto di una villetta per cause ancora da accertare.

Ben vengano, alla  luce di tutto questo, le iniziative del Ministro del Lavoro, Damiano: l’approvazione del Testo Unico per la sicurezza sui luoghi di lavoro prevede, oltre all’ incremento degli iter formativi, l’inasprimento delle sanzioni non solo per enti appaltanti pubblici e privati ma anche per le imprese sub-appaltatrici che,spesso, sono le maggiori responsabili della mancata sicurezza in cantiere.

I Sindacati da tempo manifestano l’urgenza di promuovere iniziative mirate ad una maggiore sensibilizzazione di fronte al problema ed in un tavolo con tutti gli organismi coinvolti, hanno richiesto di avviare un progetto che favorisca la costruzione di una cultura della sicurezza che abbia come principali assi portanti il rispetto delle leggi ed una maggiore formazione degli addetti ai lavori. Il Sindacato sta dando il suo importante contributo per migliorare la questione  “sicurezza” sui cantieri edili d’Italia. In edilizia le tre Organizzazioni Sindacali di categoria , Fillea CGIL, Filca CISL, Feneal UIL. , hanno da tempo istituito delle nuove figure, gli R.L.S.T. (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriali) grazie ad accordi stipulati con le Associazioni d’impresa.

 E’ importante infatti coadiuvare in questo il già encomiabile lavoro degli organi di vigilanza (SPESAL e Direzioni Provinciali del Lavoro), che per problemi di risorse umane ed economiche, hanno comprensibili difficoltà nell’abbracciare tutto il territorio di competenza. Con l’impegno e la collaborazione di tutti si possono raggiungere dei risultati migliori anche nella nostra provincia dove nel 2006 i morti in edilizia (ben 6) sono raddoppiati rispetto allo scorso anno (3 nel 2005) .Sono 3 anche le vittime salentine del primo semestre 2007.

Anche in provincia di Lecce operano i 3 Rappresentanti, ed in poco più di un anno di attività, con varie visite periodiche, hanno contribuito a sensibilizzare le imprese con meno di 15 dipendenti dando suggerimenti in materia di prevenzione e sicurezza, in riferimento alle normative vigenti (D.Lgs 626/94,494/96,528/99).

Secondo i 3 Rappresentanti Territoriali ,sui cantieri della provincia vanno ancora represse molte situazioni irregolari. Dal loro monitoraggio sono infatti emerse alcune situazioni di lavoro preoccupanti:  lavoratori che fanno gli equilibristi su ponteggi incompleti e montati male; che si arrampicano su scale irregolari e instabili; che non usano , e molte volte non hanno,i più elementari dispositivi di protezione individuale; imprese che operano nella totale assenza di parapetti di protezione, utilizzano attrezzature e impianti elettrici non omologati…… e la lista sarebbe ancora lunga.

E’ ora dunque di ridare dignità a queste persone che ogni giorno rischiano la vita per lavorare e che da troppo tempo si vedono negare il diritto più importante :  la tutela della propria salute.

Giuseppe Maggiore R.L.S.T. (FILLEA CGIL - Lecce)


 
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