Pagliacci.
Siamo caduti su una cazzata. Voluta? Non voluta? Lascio libera interpretazione...
Certo, la cazzata non è la politica estera, cosa assai importante per un Paese, ma la cazzata è esser caduti su una mozione senza voto di fiducia. Che la situazione in politica estera fosse difficile lo si sapeva, che senza fiducia il dissenso ci potesse stare lo si sapeva, che le aspirazioni centriste non fossero una novità lo si sapeva, quale migliore occasione, se non ieri, allora, per sfiduciare il governo su una mozione senza voto di fiducia? Prima o poi si sarebbe arrivati ad una cosa del genere, era nell'aria. Tanto quanto ogni falsa accusa mossa alla sinistra radicale. Capro espiatorio di ogni mal di governo, sempre valida copertura per ogni progetto trasformista dei nostri cari "moderati" parlamentari...
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... Ho letto il discorso di D'Alema e l'ho trovato condivisibile, così come lo hanno reputato tutti i partiti di maggioranza (sinistra radicale compresa). Ho ascoltato il discorso di Rossi e l'ho reputato giusto e di grande coerenza. Tuttavia in un Parlamento non è la coerenza a pagare. Piuttosto si necessita senso di responsabilità e costruzione di compromesso tra coerenze. Altrimenti, per propria coerenza su un argomento, quale la politica estera, si finisce a sacrificare tutti quanti, compreso lo stesso argomento con cui si vuol essere coerenti.
Questo è stato l'errore di Rossi: per coerenza e irresponsabilità si è astenuto, e a niente valgono le sue dichiarazioni sul fatto che avrebbe garantito la fiducia al governo. A niente sarebbero potute valere, perchè il progetto di far cadere il governo con un voto su una mozione senza richiedere fiducia era già in atto.
Stesso discorso vale per Turigliatto. Ma con le opportune differenze. Questo anzichè votare o asteneresi ha deciso di andare via dall'aula. Così facendo ha abbassato il quorum del senato: per far passare la mozione non sarebbero serviti 161 voti in favore, bensì 160, come è stato. Forse, nel mantener fede alla "sua coerenza" ha scelto il male minore. Non partecipare al voto con un voto contrario o di astensione, e allo stesso tempo senza pesare sul quorum. Ma ciò oramai importa poco.
I senatori Turigliatto e Rossi hanno sbagliato. Hanno sbagliato per due motivi:
- hanno contribuito ad affossare (si noti la differenza tra "hanno contribuito ad affossare" e "hanno affossato) il governo, contribuendo a concretizzare i progetti di qualche grande "architetto moderato" e a porre il rischio di riconsegnare il Paese nelle mani delle destre (quelle del precariato senza vasellina, quelle del conflitto d'interessi, quelle dell'evasione fiscale è bello, quelle delle leggi ad personam, quelle delle 100 grandi opere pubbliche da finanziare senza fondi ma con nuovi debiti, quelle dell'illegittimità internazionale, quelle di Genova, quelle degli omosessuali si ma senza diritti, quelle del creazionismo, quelle delle borsa che va male ma le azioni mediaset bene...);
- hanno contribuito, involontariamente, a concedere un assist per diessini, democristiani di maggioranza ed opposizione al fine di aprire il fuoco su tutta la sinistra radicale, come capro espiatorio di questa caduta, come possibilità di rifarsi al centro e di relegare una parte importante di quella base popolare che, partita 5 anni fa con l'opposizione ha chiesto e costruito, dal basso, un programma comune come patto per il governo del Paese.
Se non avessero commesso questi errori, madornali, cosa sarebbe successo? I numeri parlano chiaro. Turigliatto e Rossi hanno grosse responsabilità. Hanno grossissime responsabilità per quello che hanno fatto. Per tutto il popolo italiano, ma anche per aver colpito proprio quel popolo della pace che li aveva sostenuti. Anche perchè hanno colpito la loro stessa sinistra, oggi ancor più stretta in un angolo, accusata di ogni male, e "erroneamente" meno scomoda ai giochi di potere autoreferenziale del futuro partito democratico e di tutti i democristiani.
Eppure le loro responsabilità non sono le uniche. Sebbene necessarie alla caduta del governo, non sono sufficienti. La mozione voluta da D'Alema senza fiducia ha avuto 158 voti su 160 e non è passata. Se Rossi avesse votato in favore sarebbero stati 159 su 160. Ancora non abbastanza. Se Turigliatto avesse votato si sarebbe alzato il quorum a 161. Se quindi anch'egli avesse votato in favore, si sarebbe arrivati a 160 su 161. Ancora non abbastanza. Sempre un voto maledetto. Si sarebbe comunque finiti sotto. Con chi prendersela allora? Con Pininfarina e Andreotti? Senatori a vita loro. Ma senatori determinanti. A pensarci, accusarli troppo è un'arma a doppio taglio. Una qualche responsabilità la si potrebbe ricercare in loro: scimmiottare, scimmiottare sul governo, fino a qualche minuto prima e poi...zack! colpo basso e il cricetino sulla ruota cambia direzione...per i democristiani di maggioranza ed opposizione questa è la manna dal cielo...si anche loro centrano, centrano nel centro...Chissà chi ha preso Pininfarina per portarlo a votare, chissà chi lo ha convinto a venire...Qualcuno del centrosinistra stesso? Beh, se è così, a sapere che venisse poi circondato da senatori del centrodestra, ci si dovrebbe mangiar le mani. Meglio abbassare il quorum con un assente, anzichè un Pininfarina astenuto. E Andreotti? Magari avesse fatto come Turigliatto...ma si sa, il vecchio democristiano avrebbe mai potuto farsi sfuggire dalle mani di rivedere aggiunto qualche altro scudocrociato tra le fila della maggioranza, fra, probabilmente, qualche giorno?
e se aggiungessimo pure De Gregorio? volpaccia stupratrice della volontà popolare. Designato, con una legge elettorale porcata, dall'Italia dei Valori, eletto da quel popolo che ha fatto vincere Prodi e mandato a casa Berlusconi, costui non ha certo esitato a fare la "zoccola" dei due scheramenti. Eppure si parla poco di lui. Sarà perchè non viene dalla sinistra radicale? mmmmmm....
Rossi, Turigliatto, De Gregorio, Pininfarina, Andreotti hanno tutti qualche grave responsabilità. Ci si può accanire su ognuno di loro ma non inquadrerebbe per bene la situazione. Ci si può accanire solo sulla sinistra radicale, ma servirebbe a coprire un problema politico che comunque ci sarebbe stato. Allora, a questo punto? Perchè non malignare un poco? E se le divisioni erano già conosciute da tempo, e lo erano, se si sapeva dei rischi che ci sarebbero stati dagli irriducibili di sinistra a non votare la mozione se senza fiducia, se si sapeva che si correva lo stesso rischio con De Gregorio, le dichiarazioni di D'Alema e la mancata volontà di percorrere la via della fiducia, la perdita dell'appoggio esterno di Andreotti e Pininfarina, sono inquadrabili come calcoli errati frutto di semplici sviste, oppure, sotto sotto, ci potrebbe essere dell'altro? Se a ciò aggiungiamo i continui attacchi alla sinistra radicale, da mesi e mesi, se aggiungiamo le intromissioni vaticane su DICO e non solo, se aggiungiamo le pressioni continue americane, se aggiungiamo il distacco dell'UDC dalla CDL, se aggiungiamo gli aut-aut rutelliani, se a ciò aggiungiamo le frettolose (certamente dovute) dimissioni sorridenti del democristiano Prodi, un tantinello di sospetto lo si può avere sul trasformismo centrista? Un po' di prurito al culo ci può venire?
personalmente credo che è bene dare a Prodi una seconda chance. Dipende però da come. Ripresentare questa maggioranza senza voler risolvere seriamente i nodi che ci dividono non credo sia un bene. Fintanto che i nostri iperstipendiati non capiscano che sono pagati per realizzare il programma che hanno sottoscritto e che è stato votato dagli elettori la situazione resterà precaria. Ci può stare anche un allargamento verso il centro (non è forse questo l'intento di tutti sti casini?). Senz'altro una priorità è di non consegnare il governo alle destre, ma per far ciò ci deve essere una base programmatica sicura e pari a quella uscita dalle elezioni. Vogliono bastonare la sinistra radicale? bene, che lo facciano. Saremo pronti ad ingoiare tanto altro.Ma una cosa resta fondamentale, che per non riconsegnare il Paese alle destre non si facciano politiche delle destre. Nè che si sacrifichi il patto per gran parte costruito con la base che ha portato a vincere le elezioni. Se il programma dovesse essere eliminato non penso sia giusto continuare così. Sarebbe la violazione del patto con gli elettori. Ovviamente non so quello che succederà. Ma oltre a questa ipotesi non ne vedo altre se non il ritorno alle urne. Un eventuale governo tecnico, poi, che si occupasse di nuove leggi elettorali al fine di tagliare le ali, ma che non si occupasse di conflitti di interessi, di par condicio e di liberalizzazioni mi spaventerebbe assai.
Solitamente, quando la si prende nel didietro, non la si può prendere solo dalla chiappa sinistra. Nè basta la chiappa destra. Ma serve quel coso che sta in mezzo. Ecco, lì c'è Mastella che ci saluta. Ma anche il vecchio Andreotti. Ci sono Casini, Cesa, Follini e perchè no? Anche De Gregorio e qualche Rutelli. Tutti sorridenti. Ci aspettano e ci sussurrano solo di scorreggiare, con moderazione però.
Questa è l'Italia.