Inoltro comunicato pervenutomi dai vicini di Melendugno. Ancora una volta lo scempio ambientale ci tocca tutti. Ci tocca in termini di salute, ci tocca anche in termini di sviluppo economico-turistico.
BASTA DEPURATORI!
Salviamo la palude di Cassano! Raccolta firme per salvare il turismo melendugnese e vernolese!
I melendugnesi hanno appreso solo dalla stampa del grave episodio di devastazione della “Palude di Cassano” a San Foca. Siamo in presenza di un atto di prepotenza perpetrato ai danni di ignari cittadini che sostengono di non aver mai ricevuto alcuna comunicazione in merito ai lavori di scavo eseguiti sui loro terreni. E' un atto di inqualificabile prepotenza e prevaricazione rispetto al diritto di proprietà privata, protetto e riconosciuto dalle leggi italiane. Non solo. Ancora più grave é la devastazione compiuta ai danni di uno degli ultimi e incontaminati microsistemi naturalistici rimasti nell'agro melendugnese, secondo per importanza soltanto alle “Cesine”.
Sapere che qualcuno, senza neanche avvertire i proprietari, si é arrogato il diritto di scavare un canalone largo dodici metri e lungo alcune centinaia con l'intenzione di portare l'acqua “fitodepurata” fino al mare, ci ha lasciato sbigottiti. In realtà, lo scempio ambientale é di enormi proporzioni, da una parte perché il canale così come é stato scavato difficilmente potrà permettere l'affinamento adeguato dell'attività di fitodepurazione (visto che collegandosi direttamente con il canale di bonifica già esistente, porterebbe troppo velocemente l'acqua prodotta dal depuratore fino al mare), dall'altra perché se si verificassero ancora le situazioni problematiche che hanno portato ai comunicati stampa e agli articoli di giornale dei mesi scorsi, le spiagge melendugnesi e vernolesi potrebbero esserne interessate e la già difficile situazione economico-turistica delle imprese commerciali di tutta la costa potrebbe risultarne fortemente compromessa. Quand'anche fossero state rilasciate tutte le autorizzazioni e i nullaosta previsti dalla legge, resta il fatto che i proprietari dei terreni su cui insiste lo scavo non ne sapevano nulla e che l'ambiente é stato, e forse lo sarà per sempre, irrimediabilmente sconvolto in quell'area. Invece che di sole trincee drenanti, straripanti di liquido nauseabondo, a cui i melendugnesi hanno ormai purtroppo fatto l'abitudine, potrebbe esserci domani un enorme lago pieno di liquido maleodorante, splendida culla-incubatrice naturale di miliardi e miliardi di zanzare e insetti vari di cui nessuna attività di disinfestazione potrebbe mai avere ragione. E che dire del convogliamento in mare dell'eventuale liquido “fitodepurato”? Se soltanto qualcosa non andasse per il giusto verso (e il turista che, già oggi, passa dalla strada di San Foca col naso tappato sa di cosa stiamo parlando!) che fine farebbero le nostre coste? Chi oserebbe fare più il bagno sulle nostre meravigliose spiagge? E quale sarebbe l'entità del lastrico sul quale si troverebbero le imprese commerciali di tutte le nostre marine, Vernole compresa? Siamo forse alla pazzia? Chi ha permesso che si autorizzasse un'azione simile? E perché? Chi ha dato il tacito consenso a questi signori di invadere e devastare una proprietà privata altrui? C'erano i presupposti dell'urgenza e della necessità pubblica? E se c'erano, non avrebbero dovuto perlomeno avvisare i proprietari dell'imminenza dei lavori? Melendugno é forse terra di nessuno o un reame autonomo, esente da leggi? Siamo in presenza di un enorme abuso ai danni dei proprietari, dell'ambiente e dei cittadini melendugnesi e vernolesi e perciò organizzeremo una raccolta firme per chiedere il blocco dei lavori e invitare la popolazione alla mobilitazione permanente contro il proseguimento dello scempio che si sta consumando nella palude di Cassano e che rischierà di mettere in pericolo le nostre coste e il nostro turismo.
RACCOLTA FIRME
da domenica 12/10/2008 Piazza V. Emanuele
Si deve e si possono bloccare subito i lavori!