Ecolio 2006
2006
In
febbraio il Settore Ecologia della Regione Puglia invia presso la ditta
Ecolio le osservazioni pervenute dal Comune di Melendugno e dalle
associazioni precedentemente citate. Viene poi chiesto alla stessa
ditta di depositare lo Studio di Impatto Ambientale definitivo anche
presso le amministrazioni di Calimera e Vernole, secondo quanto
richiesto nella Delibera di C. C. di Melendugno n. 52 del 2005 e dallo
stesso Comune di Calimera. Sempre in febbraio la ditta Ecolio trasmette
le proprie controdeduzioni alle osservazioni avanzate con una relazione
firmata dallo studio associato Lombardi-Spazzoli-Paglianico.
(Regione Puglia, note
prot. n.
1346 del 03.02.2006, n. 1661 del 08.02.2006 e n. 2449 del 28.02.2006)
Il
22 marzo 2006 si tiene un incontro indetto dal Settore Ecologia e
riguardante l'impianto Ecolio. Con nota della Regione Puglia prot. n.
2702 del 07.03.2006 erano stati invitati: l'Ufficio Rifiuti della
provincia di Lecce, i comuni di Calimera, Melendugno e Vernole, l'AUSL
LE/1, l'ARPA e la ditta Ecolio. Si presentano all'incontro il
Sindaco e il Vicesindaco di Melendugno, un Assessore di Calimera e il
titolare della ditta con un suo legale di fiducia.
Il
13 aprile 2006, da parte della Provincia di Lecce, con atto di
determinazione n. 71, viene revocata all'Ecolio l'autorizzazione di
poter trattare le seguenti tipologie di rifiuti presso l'impianto sito
in Melendugno:
040217 tinture
e pigmenti,
diversi da quelli di cui alla voce 040216
080313 scarti
di inchiostro,
diversi da quelli di cui alla voce 080312
080416 rifiuti
liquidi
acquosi contenenti adesivi e sigillanti, diversi da quelli di cui alla
voce
080415
190205* fanghi prodotti da
trattamenti chimico fisici,
contenenti sostanze pericolose
190207* oli e concentrati prodotti
da processi di separazione
Tra
le premesse della determinazione, per giustificare tale revoca si
richiama la Determinazione della Provincia num. 5839 del 2002. In
essa erano stati trascritti tutti i rifiuti dei codici CER
autorizzati ma per "mero errore di
trascrizione", erano anche stati
inclusi "due codici di rifiuti
pericolosi, che non trovano
corrispondenti non pericolosi nel
precedente elenco di rifiuti autorizzati, e precisamente i codici
190205*
e 190207*, e tre codici di rifiuti non pericolosi, che trovano
corrispondenza nell’operazione di
transcodifica con alcuni dei rifiuti esplicitamente esclusi dal
trattamento
nella Delibera di Giunta Provinciale n° 318 del 18/03/1999".
(Provincia di Lecce, atto di
determinazione num. 71 del 13.04.2006)
Il
23 maggio 2006 la questione Ecolio, in seguito ad una interrogazione
avanzata dal Consigliere Santoro, tiene banco tra i dibattiti di un
Consiglio comunale di Melendugno. In questa occasione il Sindaco
Felline di Melendugno sottolinea come la partita sull'Ecolio sia tutta
aperta e ripercorre quanto accaduto dopo il consiglio comunale di
dicembre 2005, facendo particolare riferimento all'incontro presso la
Regione Puglia di marzo 2006 e alla revoca dell'autorizzazione di
trattamento di alcuni rifiuti da parte della Provincia. In merito a
questo secondo punto il Sindaco dichiara di aver chiesto delucidazioni
all'ing. Bardoscia (la det. di provincia num. 71 porta la sua firma)
riguardo l'errore di transcodifica di alcuni codici di rifiuti e se
tali rifiuti fossero stati effettivamente smaltiti. Sempre secondo le
dichiarazioni del Sindaco, l'ing. Bardoscia gli avrebbe risposto che la
Polizia Provinciale sarebbe stata incaricata di
verificare se nel periodo di vigenza delle autorizzazioni ora revocate
fossero stati smaltiti i rifiuti per errore e in che misura.
Sempre in questa occasione viene
contestata l'espressione "dismissione
o riconversione", contenuta nella
Delibera di C. C. n. 52 del 2005. Sembrerebbe che nella delibera si
sarebbe dovuto parlare solo di "dismissione
dell'impianto in tempi
ragionevoli", mentre sarebbe stata erroneamente trascritta
l'espressione "dismissione o
riconversione dell'impianto".
(Verbale C. C. di Melendugno del
23.05.2006)
Download Verbale C. C. di Melendugno
del 23.05.2006
Il
15 ottobre 2006, le vicende riguardanti l'impianto Ecolio per la prima
volta vengono affrontate pubblicamente anche a Calimera. In seno alla
festa itinerante "LiberaGrecìa", organizzata dai circoli locali
di Rifondazione Comunista, viene indetta presso la bibliomediateca di
Calimera una Tavolta rotonda con tema "Rifiutiamo i veleni: il caso
Ecolio tra giustizia e veleni". In questa occasione viene presentato da
Alberto Giammaruco il Dossier Ecolio redatto dall'Associazione SETE di
Calimera e sono invitati a parlare Maurizio Portaluri (Direttore ASL
BAT 1), Antonio Antonicelli (Funzionario per l''Assessorato Regionale
all'Ambiente), Emiliano Gianicolo (Ricercatore CNR) e Rocco Rivelli
(Segretario Provinciale del PRC di Matera). Durante il dibattito
vengono avanzati numerosi interventi dal pubblico, segno di una nuova e
diffusa partecipazione sul tema. Tra questi sono da menzionare quelli
di alcuni cittadini di Melendugno e dei promotori del Comitato No
Acqua-Rossa di Melendugno: oltre a portare le proprie testimonianze sui
disagi percepiti a causa delle attività dell'Ecolio, fanno
appello affinchè all'incontro di Calimera possa esserci un
seguito e affinchè la questione Ecolio venga affrontata tutti
assieme e non isolatamente nei "confini amministrativi di ogni comune".
Da menzionare anche l'intervento dell'Assessore alla Provincia Luigi
Calò, il quale pubblicamente prende l'impegno di far interessare
l'ente Provinciale delle preoccupazioni sollevate dalle popolazioni
locali per quanto riguarda le attività dell'impianto.
Sempre nello stesso giorno, di
pomeriggio, sulla strada tra Calimera e Melendugno, all'incrocio con la
via che porta all'Ecolio, si tiene un primo sit-in di protesta
contro l'impianto Ecolio. Promotore
dell’iniziativa è il
Circolo PRC Polemonta di Calimera. Vi aderiscono altri circoli PRC di
alcuni
paesi della Provincia diversi cittadini venuti a conoscenza del sit-in.
I manifestanti
avanzano la richiesta di far luce su ciò che l'impianto abbia
rappresentato e
continui a rappresentare per l'ambiente e le popolazioni limitrofe.
Il
17 novembre 2006, nella seduta della 4^ commissione consiliare della
Provincia di Lecce perviene e viene trattata come terzo punto
all'ordine del giorno una comunicazione dell'assessore Luigi
Calò. Il Verbale della seduta così riporta:
"Il Presidente passa al terzo
punto dell’o.d.g., dando comunicazione alla Commissione di aver
ricevuto una
nota dall’Assessore Provinciale Luigi Calò, con la quale chiede
che la Provincia intervenga con
una campagna di controlli e indagini sullo stato ambientale dell’aria,
dei
terreni e delle falde acquifere dell’area territoriale nella quale
insiste
l’impianto Ecolio di Melendugno. Alla richiesta è allegato il
“dossier ECOLIO”
realizzato dall’Associazione Sete di Calimera, che ricostruisce tutte
le varie
fasi della “vicenda” Ecolio. Riguardo a ciò il Presidente
ricorda che la Commissione ha già
affrontato in più di una riunione il problema ed ha effettuato
un sopralluogo
presso l’impianto di Melendugno. In merito alla richiesta di controlli,
riferisce che, con l’Assessore Scognamillo e l’Ing. Corsini si è
concordato di
inserire anche detto impianto tra quelli da monitorare con le previste
risorse
nel Piano Triennale per l'Ambiente di 160.000 euro, destinate
esclusivamente a
tale scopo."
(Provincia di Lecce, 4^
Commissione Consiliare, Verbale n. 133 del 17.11.2006)
Il
19 novembre 2006, successivamente allo stimolo offerto dall'incontro
pubblico dello scorso ottobre, presso l'oratorio parrocchiale di
Calimera viene costituito da cittadini, associazioni e
soggetti partitici dei paesi maggiormente interessati alle vicende
dell'Ecolio (Calimera, Melendugno e Vernole) un comitato su base
intercomunale, chiamato Comitato per la Verità sull'Ecolio.
Obiettivi principali sono: coordinamento degli sforzi di tutti coloro
che ritengono l'attività della Ecolio srl un rischio per
l'ambiente e per la salute del territorio e dei suoi abitanti;
sensibilizzazione e coinvolgimento della popolazione locale sui
problemi di trattamento e smaltimento rifiuti presso l'impianto in
questione; promozione e adozione di tutte quelle misure necessarie a
sollecitare opportune azioni da parte delle pubbliche amministrazioni
al fine di garantire la salute dei propri cittadini e la salvaguardia
del proprio territorio.
Nei dibattiti dei consigli comunali di Melendugno del 29 novembre e del
19 dicembre, a distanza di un anno, si riprende in esame la Delibera di
C. C. n. 52 del 2005. Ancora una volta si discute dell'espressione
"dismissione o riconversione
dell'impianto" sottolineando come,
nel Consiglio comunale del 16 dicembre 2005, non si sia mai parlato di
"riconversione", bensì
solo di "dismissione" e "risanamento".
Pertanto si giunge a correggere l'errata trascrizione della Delibera di
C. C. num. 52 del 2005 e con
Delibera di C. C. num. 55 del 2006 si riporta:
"Il punto 8 della parte deliberativa
della deliberazione del C. C. n. 52 del 16.12.2006 è sostituito
dal seguente:
"Di richiedere agli organi preposti
l'avviamento di un concreto e graduale processo di dismissione e
risanamento dell'impianto, prevedendo nel contempo un ragionevole
periodo transitorio"."
(Verbale C. C. Melendugno
del 29.11.2006; Verbale C. C. Melendugno del 19.12.2006; Copia Delibera
di C. C. Melendugno n. 55 del 19.12.2006)
Download
Verbale
C. C. Melendugno del
29.11.2006
Download
Verbale C. C. Melendugno del 19.12.2006
Download Copia Delibera C. C. Melendugno n. 55 del 19.12.2006
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