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Sezioni e Dossier

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Ecolio 2006
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2006

Il 20 gennaio 2006, arriva alla Regione Puglia il dossier dell'Associazione SETE, con alcune osservazioni sulle attività relative all'impianto e la storia ufficiale dell'Ecolio dal 1990 al 2005.
(Regione Puglia, nota prot. n. 465 del 20.01.2006)

Download Dossier Ecolio, a cura dell'associazione SETE di Calimera

In febbraio il Settore Ecologia della Regione Puglia invia presso la ditta Ecolio le osservazioni pervenute dal Comune di Melendugno e dalle associazioni precedentemente citate. Viene poi chiesto alla stessa ditta di depositare lo Studio di Impatto Ambientale definitivo anche presso le amministrazioni di Calimera e Vernole, secondo quanto richiesto nella Delibera di C. C. di Melendugno n. 52 del 2005 e dallo stesso Comune di Calimera. Sempre in febbraio la ditta Ecolio trasmette le proprie controdeduzioni alle osservazioni avanzate con una relazione firmata dallo studio associato Lombardi-Spazzoli-Paglianico.
(Regione Puglia, note prot. n. 1346 del 03.02.2006, n. 1661 del 08.02.2006 e n. 2449 del 28.02.2006)

Il 22 marzo 2006 si tiene un incontro indetto dal Settore Ecologia e riguardante l'impianto Ecolio. Con nota della Regione Puglia prot. n. 2702 del 07.03.2006 erano stati invitati: l'Ufficio Rifiuti della provincia di Lecce, i comuni di Calimera, Melendugno e Vernole, l'AUSL LE/1, l'ARPA e la ditta Ecolio. Si presentano all'incontro  il Sindaco e il Vicesindaco di Melendugno, un Assessore di Calimera e il titolare della ditta con un suo legale di fiducia.

Il 13 aprile 2006, da parte della Provincia di Lecce, con atto di determinazione n. 71, viene revocata all'Ecolio l'autorizzazione di poter trattare le seguenti tipologie di rifiuti presso l'impianto sito in Melendugno:
040217 tinture e pigmenti, diversi da quelli di cui alla voce 040216
080313 scarti di inchiostro, diversi da quelli di cui alla voce 080312
080416 rifiuti liquidi acquosi contenenti adesivi e sigillanti, diversi da quelli di cui alla voce 080415
190205*  fanghi prodotti da trattamenti chimico fisici, contenenti sostanze pericolose
190207* oli e concentrati prodotti da processi di separazione
Tra le premesse della determinazione, per giustificare tale revoca  si richiama la Determinazione della Provincia num. 5839 del 2002. In essa  erano stati trascritti tutti i rifiuti  dei codici CER autorizzati ma per "mero errore di trascrizione", erano anche stati inclusi "due codici di rifiuti pericolosi, che non trovano corrispondenti non pericolosi nel  precedente elenco di rifiuti autorizzati, e precisamente i codici 190205* e 190207*, e tre codici di rifiuti non pericolosi, che trovano corrispondenza nell’operazione di transcodifica con alcuni dei rifiuti esplicitamente esclusi dal trattamento nella Delibera di Giunta Provinciale n° 318 del 18/03/1999".
(Provincia di Lecce, atto di determinazione num. 71 del 13.04.2006)

Il 23 maggio 2006 la questione Ecolio, in seguito ad una interrogazione avanzata dal Consigliere Santoro, tiene banco tra i dibattiti di un Consiglio comunale di Melendugno. In questa occasione il Sindaco Felline di Melendugno sottolinea come la partita sull'Ecolio sia tutta aperta e ripercorre quanto accaduto dopo il consiglio comunale di dicembre 2005, facendo particolare riferimento all'incontro presso la Regione Puglia di marzo 2006 e alla revoca dell'autorizzazione di trattamento di alcuni rifiuti da parte della Provincia. In merito a questo secondo punto il Sindaco dichiara di aver chiesto delucidazioni all'ing. Bardoscia (la det. di provincia num. 71 porta la sua firma) riguardo l'errore di transcodifica di alcuni codici di rifiuti e se tali rifiuti fossero stati effettivamente smaltiti. Sempre secondo le dichiarazioni del Sindaco, l'ing. Bardoscia gli avrebbe risposto che la Polizia Provinciale sarebbe stata incaricata di verificare se nel periodo di vigenza delle autorizzazioni ora revocate fossero stati smaltiti i rifiuti per errore e in che misura.
Sempre in questa occasione viene contestata l'espressione "dismissione o riconversione", contenuta nella Delibera di C. C. n. 52 del 2005. Sembrerebbe che nella delibera si sarebbe dovuto parlare solo di "dismissione dell'impianto in tempi ragionevoli", mentre sarebbe stata erroneamente trascritta l'espressione "dismissione o riconversione dell'impianto".
(Verbale C. C. di Melendugno del 23.05.2006)
Download Verbale C. C. di Melendugno del 23.05.2006

Il 15 ottobre 2006, le vicende riguardanti l'impianto Ecolio per la prima volta vengono affrontate pubblicamente anche a Calimera. In seno alla festa itinerante "LiberaGrecìa", organizzata dai circoli locali di Rifondazione Comunista, viene indetta presso la bibliomediateca di Calimera una Tavolta rotonda con tema "Rifiutiamo i veleni: il caso Ecolio tra giustizia e veleni". In questa occasione viene presentato da Alberto Giammaruco il Dossier Ecolio redatto dall'Associazione SETE di Calimera e sono invitati a parlare Maurizio Portaluri (Direttore ASL BAT 1), Antonio Antonicelli (Funzionario per l''Assessorato Regionale all'Ambiente), Emiliano Gianicolo (Ricercatore CNR) e Rocco Rivelli (Segretario Provinciale del PRC di Matera). Durante il dibattito vengono avanzati numerosi interventi dal pubblico, segno di una nuova e diffusa partecipazione sul tema. Tra questi sono da menzionare quelli di alcuni cittadini di Melendugno e dei promotori del Comitato No Acqua-Rossa di Melendugno: oltre a portare le proprie testimonianze sui disagi percepiti a causa delle attività dell'Ecolio, fanno appello affinchè all'incontro di Calimera possa esserci un seguito e affinchè la questione Ecolio venga affrontata tutti assieme e non isolatamente nei "confini amministrativi di ogni comune". Da menzionare anche l'intervento dell'Assessore alla Provincia Luigi Calò, il quale pubblicamente prende l'impegno di far interessare l'ente Provinciale delle preoccupazioni sollevate dalle popolazioni locali per quanto riguarda le attività dell'impianto.
Sempre nello stesso giorno, di pomeriggio, sulla strada tra Calimera e Melendugno, all'incrocio con la via che porta all'Ecolio, si tiene un primo sit-in di protesta  contro l'impianto Ecolio. Promotore dell’iniziativa è il Circolo PRC Polemonta di Calimera. Vi aderiscono altri circoli PRC di alcuni paesi della Provincia diversi cittadini venuti a conoscenza del sit-in. I manifestanti avanzano la richiesta di far luce su ciò che l'impianto abbia rappresentato e continui a rappresentare per l'ambiente e le popolazioni limitrofe.

Il 17 novembre 2006, nella seduta della 4^ commissione consiliare della Provincia di Lecce perviene e viene trattata come terzo punto all'ordine del giorno una comunicazione dell'assessore Luigi Calò. Il Verbale della seduta così riporta:
"Il Presidente passa al terzo punto dell’o.d.g., dando comunicazione alla Commissione di aver ricevuto una nota dall’Assessore Provinciale Luigi Calò, con la quale chiede che la Provincia intervenga con una campagna di controlli e indagini sullo stato ambientale dell’aria, dei terreni e delle falde acquifere dell’area territoriale nella quale insiste l’impianto Ecolio di Melendugno. Alla richiesta è allegato il “dossier ECOLIO” realizzato dall’Associazione Sete di Calimera, che ricostruisce tutte le varie fasi della “vicenda” Ecolio. Riguardo a ciò il Presidente ricorda che la Commissione ha già affrontato in più di una riunione il problema ed ha effettuato un sopralluogo presso l’impianto di Melendugno. In merito alla richiesta di controlli, riferisce che, con l’Assessore Scognamillo e l’Ing. Corsini si è concordato di inserire anche detto impianto tra quelli da monitorare con le previste risorse nel Piano Triennale per l'Ambiente di 160.000 euro, destinate esclusivamente a tale scopo."
(Provincia di Lecce, 4^ Commissione Consiliare, Verbale n. 133 del 17.11.2006)

Il 19 novembre 2006, successivamente allo stimolo offerto dall'incontro pubblico dello scorso ottobre, presso l'oratorio parrocchiale di Calimera viene costituito da cittadini, associazioni e soggetti partitici dei paesi maggiormente interessati alle vicende dell'Ecolio (Calimera, Melendugno e Vernole) un comitato su base intercomunale, chiamato Comitato per la Verità sull'Ecolio. Obiettivi principali sono: coordinamento degli sforzi di tutti coloro che ritengono l'attività della Ecolio srl un rischio per l'ambiente e per la salute del territorio e dei suoi abitanti; sensibilizzazione e coinvolgimento della popolazione locale sui problemi di trattamento e smaltimento rifiuti presso l'impianto in questione; promozione e adozione di tutte quelle misure necessarie a sollecitare opportune azioni da parte delle pubbliche amministrazioni al fine di garantire la salute dei propri cittadini e la salvaguardia del proprio territorio.

Nei dibattiti dei consigli comunali di Melendugno del 29 novembre e del 19 dicembre, a distanza di un anno, si riprende in esame la Delibera di C. C. n. 52 del 2005. Ancora una volta si discute dell'espressione "dismissione o riconversione dell'impianto"  sottolineando come, nel Consiglio comunale del 16 dicembre 2005, non si sia mai parlato di "riconversione", bensì solo di "dismissione" e "risanamento". Pertanto si giunge a correggere l'errata trascrizione della Delibera di C. C. num. 52 del 2005 e
con Delibera di C. C. num. 55 del 2006 si riporta:
"Il punto 8 della parte deliberativa della deliberazione del C. C. n. 52 del 16.12.2006 è sostituito dal seguente:
"Di richiedere agli organi preposti l'avviamento di un concreto e graduale processo di dismissione e risanamento dell'impianto, prevedendo nel contempo un ragionevole periodo transitorio"."
(Verbale C. C. Melendugno del 29.11.2006; Verbale C. C. Melendugno del 19.12.2006; Copia Delibera di C. C. Melendugno n. 55 del 19.12.2006)
Download
Verbale C. C. Melendugno del 29.11.2006
Download Verbale C. C. Melendugno del 19.12.2006
Download Copia Delibera C. C. Melendugno n. 55 del 19.12.2006

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